Governo Draghi, secondo giro di consultazioni 

(Adnkronos)

Mario Draghi ha dato il via al secondo giro di consultazioni alla Camera per la formazione del nuovo governo. Dal premier incaricato si sono recati per primi i rappresentanti del gruppo Misto della Camera – Minoranze linguistiche.

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Le consultazioni si terranno fino alle 17.30: in chiusura le Autonomie e nel mezzo il Maie e Movimento italiani all’estero, Azione, +Europa, i Radicali, Noi con l’Italia, Cambiamo e Centro democratico. Domani si parte invece alle 11: i primi a sedersi di nuovo al tavolo con Draghi saranno i cosiddetti ‘responsabili’, il gruppo di Europeisti-Maie-Centro democratico nato al Senato dopo le dimissioni di Conte. A seguire Leu, Italia viva, Fratelli d’Italia, Pd, Forza Italia, Lega e M5s.

+Europa, Radicali e Azione

L’appoggio a Mario Draghi di Azione e Più Europa “è pieno, incondizionato, permarrà, non si limita a questo momento di entusiasmo generalizzato, ma che abbiamo assicurato al presidente incaricato anche per i momenti difficili che senza dubbio arriveranno”. Lo hanno affermato Carlo Calenda ed Emma Bonino al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi.

“Il presidente incaricato ha fatto riferimento a tre riforme di fondo che sono quelle che ci chiede la Commissione europea: il fisco, la burocrazia e la giustizia. Da questo punto di vista abbiamo aggiunto non solo la giustizia amministrativa, civile, ma anche quella penale con l’addentellato drammatico della situazione delle carceri italiane”, ha poi affermato Emma Bonino. “Senza bisogno di chiederlo, la prima posizione che ci ha detto il presidente incaricato è una scelta convinta per il processo europeo e di schieramento atlantico”, ha aggiunto la senatrice.

Maie – Psi

“Una forte cornice europeista e richiamo all’atlantismo e quando il professor Draghi parla di europeismo parla anche di sfida, tanto che è arrivato a mettere sul tavolo la questione di un bilancio comune europeo e quindi una visione che non riguarda soltanto il presente ma un’impostazione futura”. Lo ha affermato il senatore del Psi Riccardo Nencini, al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. Sulla riforma della prescrizione, ha aggiunto Nencini, “noi ci siamo e ottimamente, ci siamo se il tema viene rimesso sul tavolo”.

“E’ opportuno ricordare ai cittadini di non abbassare la guardia” in riferimento alla pandemia, “rispettando le prescrizioni emanate, perché una ripresa anche se lenta, come è stato ricordato dal professor Draghi, è da preferire a questa sorta di stop and go che stiamo vivendo in questo momento”, ha poi affermato Antonio Tasso, del Maie, al termine dell’incontro.

Minoranze linguistiche

“Il presidente Draghi ci ha illustrato brevemente e sinteticamente i pilastri di questo nuovo governo e di questo programma che sta costruendo e che ha costruito in questi giorni: come premessa, che per noi è essenziale, è che si autodefinisce come futuro presidente di un governo europeista, questa è la priorità assoluta”. Lo ha affermato Manfred Schullian, in rappresentanza delle Minoranze linguistiche della Camera, al termine del colloquio con il presidente del Consiglio incaricato. Nella delegazione presenti anche Renate Gebhard, Albrecht Plangger ed Emanuela Rossini.

“Il presidente ci ha illustrato le priorità che intende seguire con questo governo, che sono la sanità, la campagna vaccinale che va iniziata davvero e portata a termine; ha parlato tanto dell’ambiente; ha detto che, con tutti questi ristori, bisogna evitare di erogare contributi a fondo perduto ma finanziare imprese per consentire loro di poter riprendere la loro attività una volta che abbiamo superato questo stato emergenziale della pandemia”, ha affermato ancora. Draghi, ha spiegato quindi Schullian, “ha annunciato tre tematiche dove intende necessarie le riforme: pubblica amministrazione, il fisco e la giustizia civile”. “Non abbiamo parlato di nomi né di composizione” del futuro governo, ha aggiunto.