Can Yaman verso il festival, il nuovo Sandokan all’Ariston  

Il nuovo Sandokan alla conquista del Teatro Ariston: Can Yaman – a quanto apprende l’Adnkronos – sarà ospite del festival. Mentre la complicata organizzazione dei protocolli di sicurezza monopolizza il dibattito pubblico, la macchina del festival continua a lavorare a pieno ritmo anche al cast artistico e l’attore turco 31enne sarebbe l’ultimo colpo messo a segno da Amadeus e la sua squadra.

Agli amanti del gossip, la partecipazione di Yaman darà una certa soddisfazione, visto che l’attore turco è stato recentemente fotografato con Diletta Leotta, coconduttrice del festival dello scorso anno. Ma c’è di più: dietro l’ingaggio di Yaman, ci sarebbe il manager Andrea Di Carlo, che le cronache rosa indicano come il nuovo fidanzato di Arisa (che quest’anno torna in gara tra i Big) e che avrebbe già curato anche la partecipazione a tutte le serate del festival di Zlatan Ibrahimović.

‘Speravo de morì prima’, prima clip della serie su Francesco Totti 

“M’hanno preso, interpreto te”, comunica Pietro Castellitto a Francesco Totti nella clip rilasciata oggi di ‘Speravo de morì prima’, la serie sul Capitano della Roma che arriverà su Sky e in streaming su Now Tv a marzo. E se Castellitto è mancino, mentre il destro di Totti è stato uno dei più letali di sempre in campo, basterà “girare la TV, ribaltando le immagini”.

Cresciuto col poster di Totti in stanza, Pietro riceve l’investitura ufficiale da parte del fuoriclasse giallorosso in questa clip, prima di una serie che accompagnerà al debutto la produzione Sky Original, dramedy in sei episodi sugli ultimi due anni di carriera del leggendario numero 10 della Roma tratto dal libro “Un capitano” di Francesco Totti e Paolo Condò.

Diretta da Luca Ribuoli (La mafia uccide solo d’estate) e prodotta da Mario Gianani per Wildside, del gruppo Fremantle, con Capri Entertainment di Virginia Valsecchi, The New Life Company e Fremantle, ‘Speravo de morì prima’, la serie su Francesco Totti, racconterà la fine del lungo percorso del Capitano della Roma con la maglia giallorossa, rimasta sempre la stessa per 27 anni, includendo le immagini d’archivio dei momenti più esaltanti della sua carriera e unendo l’epica sportiva da vero fuoriclasse del calcio italiano e mondiale, raccontato nel tormentato periodo prima del ritiro, e la vita privata di un uomo coraggioso, semplice e autoironico, legato da sempre al calcio e a una città, Roma, di cui è diventato negli anni simbolo e bandiera.

Oltre a Pietro Castellitto (I predatori, Freaks Out, Non ti muovere, La profezia dell’armadillo) nei panni di Francesco Totti, nel cast Greta Scarano (Suburra, Squadra antimafia – Palermo oggi, In Treatment, Il nome della Rosa) che sarà Ilary Blasi, sua moglie; Gianmarco Tognazzi (A casa tutti bene, Romanzo Criminale) sarà Luciano Spalletti, ultimo allenatore della sua carriera; Monica Guerritore (Un giorno perfetto, La Bella Gente) interpreterà la madre di Francesco Totti, Fiorella; Giorgio Colangeli (L’aria salata, La doppia ora) interpreterà il padre di Totti; Primo Reggiani (Baciami Ancora) nel ruolo di Giancarlo Pantano, amico storico di Totti, e Alessandro Bardani (Ti stramo) nel ruolo di Angelo Marrozzini, cugino del Capitano. Gabriel Montesi (Il Primo Re, Favolacce, Romulus) e Marco Rossetti (Il cacciatore) saranno rispettivamente Antonio Cassano e Daniele De Rossi; Massimo De Santis interpreterà Vito Scala; Eugenia Costantini (Boris, Maraviglioso Boccaccio) e Federico Tocci (Suburra – La serie) interpretano invece i genitori di Totti da giovani.

Sanremo, Rai conferma: festival dal 2 al 6 marzo  

Si terrà dal 2 al 6 marzo la 71esima edizione del Festival di Sanremo. La conferma è arrivata al termine di una riunione tra i vertici Rai delle strutture coinvolte nell’organizzazione della kermesse e il direttore artistico Amadeus, alla presenza dell’amministratore delegato Fabrizio Salini. Lo rende noto la stessa Rai sottolineando che “tra i temi affrontati nel corso dell’incontro”, ci sono “il Protocollo sanitario e organizzativo che sarà a breve sottoposto alle autorità competenti in modo da poter prevedere una presenza del pubblico nella platea del Teatro Ariston”.

Alla luce del comunicato Rai, l’ipotesi più accreditata per una presenza del pubblico nella platea dell’Ariston – a quanto apprende l’Adnkronos – è quella già ventilata nei giorni scorsi di un pubblico costituito da operatori sanitari (medici e infermieri) già vaccinati e diversi ogni sera. Al duplice scopo di ringraziare chi ha lavorato e lavora in prima linea a rischio quotidiano della vita durante la pandemia e di abbattere il rischio contagi.

Secondo quanto si vocifera, la rotazione quotidiana tra operatori provenienti da diverse zone della Liguria, inoltre, metterebbe al riparo la Rai anche da chi volesse polemizzare sulla ‘sottrazione’ di personale al sistema sanitario in un momento in cui la crisi è ancora aperta. Per medici e infermieri si tratterebbe insomma di trascorrere una serata al festival con rientro nei luoghi di provenienza già in nottata, a fine della serata del festival.

Sul fronte della presenza della stampa, lo sforzo in atto è quello di cercare di garantire la realizzazione delle conferenze stampa a Sanremo ma nel rispetto del distanziamento e delle altre norme anti-contagio.

L’ipotesi a cui si starebbe lavorando è di una presenza molto ridotta di cronisti: si parla di un numero sotto il centinaio. Molto lontano dagli oltre mille della tradizione, tra stampa, radio e tv. Ma anche sull’orario di apertura dell’eventuale sala stampa ci sarebbero più ipotesi. Lasciare la sala stampa aperta dalla mattina a notte fonda, come accadeva prima del Covid, sembra irrealizzabile; dunque si ipotizza l’apertura per la sola conferenza di fine mattinata o una doppia apertura per la conferenza stampa e durante la diretta del festival. L’apertura durante la serata, in particolare, sarebbe indispensabile nel caso si volesse mantenere inalterato il regolamento che prevede il voto dei giornalisti della sala stampa. Il problema però potrebbe anche essere risolto attraverso un sistema che consenta il voto da remoto. Tutti temi su cui l’organizzazione del festival è al lavoro per trovare una soluzione in tempi stretti.

**Musica: a galla la verità sui Rokes, spiati, censurati dalla Rai e sfruttati**  

Roma, 18 gen. (Adnkronos)

Viene a galla, a distanza di mezzo secolo, la verità sui The Rokes, una delle band più popolari in Italia nei ‘favolosi anni Sessanta’ con oltre 5 milioni di dischi venduti. Una band che, secondo quanto emerge dall’inchiesta del giornalista Michele Bovi, non solo è stata sfruttata, ma anche censurata e persino spiata dall’intelligence. “Incassarono solo spiccioli, diciamo pure briciole, rispetto all’imponente giro d’affari messo in circolo con le loro canzoni – racconta all’Adnkronos Bovi, che domani pubblicherà la sua indagine su Rockol.it – Dietro alla facciata dorata del gruppo idolatrato dai ragazzini si muoveva infatti una realtà fatta di interessi di produttori, discografici, editori, impresari che riducevano all’osso i guadagni destinati ai quattro protagonisti. Shel Shapiro, Johnny Charlton, Bobby Posner, Mike Shepstone ovvero i quattro musicisti inglesi che formavano la band – sottolinea – girarono film con Totò, Caroselli con Rita Pavone, parteciparono a due Cantagiri, gareggiarono in tre edizioni del Festival di Sanremo. A loro sono dedicati due libri appena pubblicati che portano quasi lo stesso titolo: ‘Ascolta nel vento’ scritto da Luciano Ceri per l’editore Iacobelli e ‘Ascolta: nel vento c’è il primo sintomo. La rivoluzione del beat in Italia (1963/1966)’, firmato e autoprodotto dal Circolo amici del vinile'”.

Ma i documenti scovati da Bovi vanno oltre la biografia artistica e la discografia ufficiale: tra comunicazioni scritte con la casa discografica e testimonianze video dei quattro musicisti affiorano vicende sorprendenti, quelle di “rockstar prigioniere di contratti capestro, costrette, diventate celebri, a rispettare condizioni e percentuali stabilite quand’erano quattro orchestrali squattrinati alla essenziale ricerca di vitto e alloggio con, per giunta, l’handicap di essere cittadini stranieri e soprattutto privi della tutela riguardo alla propria opera dell’ingegno. Un confronto tra i crediti autoriali stampati sulle etichette dei dischi e quelli trascritti nei depositi della Siae (i soli che generano profitti) – evidenzia Bovi- indica infatti una serie stupefacente di infedeltà. Quei quattro inglesi, i primi a mostrarsi coi capelli lunghi, in un’Italia alle prese con profonde mutazioni sociali, tra rivoluzioni giovanili in cui la musica, anche la loro, giocava un ruolo importante, furono bersaglio di censure da parte della Rai e di monitoraggi da parte dell’intelligence”.

“Il chitarrista dei Rokes Johnny Charlton mi ha raccontato – dice Bovi – che avevano elementi per sospettare che la casa discografica per la quale incidevano, la Rca italiana, succursale dell’azienda statunitense, li spiasse, magari per conto dell’intelligence americana. Ed erano certi che il loro telefono fosse sempre sotto controllo“.

Rigopiano, la serie Ossi di Seppia ripercorre la tragedia 

(Adnkronos)

È il 18 gennaio 2017 quando l’hotel Rigopiano, un resort di lusso sulle montagne dell’Abruzzo, scompare improvvisamente travolto da una valanga, causando la morte di 29 persone. Nel giorno dell’anniversario della tragedia, la seconda puntata di “Ossi di Seppia” – la serie non fiction prodotta da 42° Parallelo visibile in esclusiva su Raiplay – ripercorre la vicenda attraverso i ricordi di Giampiero Parete, un cliente dell’hotel in vacanza con la famiglia che, per puro caso, riesce a non restare intrappolato sotto la valanga e a dare per primo l’allarme. Senza purtroppo essere creduto.

Ad accompagnare le sue parole, le immagini filmate fino a pochi attimi prima con il suo cellulare della neve che scende ininterrottamente, le foto e le riprese degli attimi che seguono la tragedia: le macchine infilzate come lance nella neve, l’hotel cancellato dalla slavina, fino all’arrivo tanto atteso dei soccorsi, e all’estrazione dei corpi, vivi e morti.

Quella di Rigopiano è la storia di una tragedia in cui l’impensabile diventa realtà fino a toccare il paradosso: chi dà l’allarme per primo, permettendo di salvare delle vite in più, non viene creduto proprio perché è testimone di un evento considerato impossibile.

Proprio il racconto dell’impensabile è uno dei fili conduttori di molte delle 26 puntate di “Ossi di Seppia”. Dall’omicidio di Giulio Regeni al disastro del Seveso del 1976, dalla morte di Davide Astori al metodo Di Bella, ogni episodio è una riflessione sul valore della memoria che ci porta, attraverso un linguaggio filmico emozionale e immersivo, a guardare con occhi nuovi non solo ai fatti che hanno segnato la storia del nostro recente passato, ma anche al presente.

«La lezione della maggior parte delle pandemie è che non lasciano nessuna lezione – spiega Mauro Parissone, direttore editoriale di 42°Parallelo – Ossi di Seppia lavora proprio su questa mancanza. Sulla possibilità di trarre un insegnamento dal passato che possa esserci utile per il futuro».

Gianna Nannini: “‘L’aria sta finendo’ non vuole offendere la polizia”  

“Non posso credere che una canzone d’amore come ‘L’aria sta finendo’ scateni tutto questo odio. La musica ha i suoi messaggi e così i video che li rappresentano. L”Arte’ è uno stato indipendente. Nessuno di noi, e me per prima sia chiaro, vuole offendere la polizia e chi rischia ogni giorno la propria vita, ma nemmeno vogliamo che un altro essere umano abusi del proprio potere”. Lo dichiara Gianna Nannini in merito alle proteste dei sindacati di polizia suscitate dal video del suo brano ‘L’aria sta finendo’.

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“Purtroppo – aggiunge la cantante – siamo tutti a conoscenza di tragici episodi in cui è capitato, vedi il caso di George Floyd negli USA. È per questo che nel video alcune istituzioni vengono raffigurate, per esempio, con volti di maiali e non di persone: proprio per evidenziare forme di potere degenerate e non umane. Love and peace sempre. Gianna”.

“L’aria sta finendo” è il nuovo singolo in radio di Gianna Nannini, estratto dal suo ultimo album di inediti “La differenza” e parla della necessità di cambiare le nostre abitudini di vita prima che ‘l’aria finisca’. Il videoclip del brano, in animazione rotoscopica, è scritto e diretto da Luca Lumaca. Punta il dito sulla nostra società che da tempo ha perso l’armonia: una parte del mondo spreca le risorse, è resa insensibile da una cultura dello scarto e prevarica i più deboli costruendo muri mentali e fisici.

Serena Bortone: ”Anch’io positiva al Covid ma asintomatica” 

Roma, 14 gen. (Adnkronos)

Cari tutti, anch’io come tanti di voi sono positiva al Covid. Sono a casa senza nessun sintomo, e da qui condurrò ‘Oggi è un altro giorno’. Grazie per tutti i messaggi che mi state mandando, ci vediamo alle 14 su Rai1”. Lo rivela la conduttriceSerena Bortone su Twitter confermando le indiscrezioni trapelate questa mattina sulla sua positività al Coronavirus.

Massimo Ghini: ”Renzi uomo ucciso da sua megalomania, intervenga Capo dello Stato”  

Roma, 14 gen. (Adnkronos)

(di Alisa Toaff)

Ancora una volta assistiamo a un Governo che viene fatto saltare nella solita maniera antica, desueta e quasi medioevale.Quello che ha fatto Renzi è una disamina anche intelligente rispetto al Recovery Found ma fatta da un uomo ucciso dalla sua megalomania. Il potere logora chi ce l’ha, Renzi è un giovanotto che ha avuto il paese in mano, ci sarà qualcosa che ha sbagliato o è sempre colpa nostra?”. E’ quanto sottolinea Massimo Ghini all’Adnkronos sulla decisione del leader di Italia Viva di ritirare i ministri del suo partito dal Governo. “Zingaretti ha perfettamente ragione quando dice che scatenare una crisi di Governo in piena pandemia è un gravissimo errore -continua- Se ancora una volta la sinistra si suicida come è storicamente provato dal 1921 e cioè da quando è nato il Partito Comunista e la sua propensione è sempre quella di dire: ‘Io sono più bravo di te, io sono più intelligente di te’ credo che mi allontanerò definitivamente dalla politica. Di fronte a tanta idiozia mi sono stancato di continuare a combattere con questa militanza di sinistra che mi porto dietro da sempre, mio padre era partigiano. Preferisco occuparmi di altre cose che sono più importanti e che già faccio”. Ma Ghini tiene a precisare: “Non mi associate però ai 5 Stelle, sono un’armata brancaleone che non ha voluto istituirsi come Partito nemmeno di fronte a delle responsabilità come quelle di essere al Governo di un paese. Siamo ancora a giocare con gente come Di Battista che ogni tanto fa due o tre viaggi e ci racconta due o tre stron…! Quando il Pd si è alleato con i 5 Stelle ho dovuto accettare questa cosa come si accetta una medicina amara perché non c’era alternativa”.

“L‘unica scelta saggia che hanno fatto (il Movimento 5 Stelle, ndr) è stata quella di chiamare un avvocato (Conte, ndr) che usa, come tutti gli avvocati, come battuta finale sempre la frase: ‘lasciami finire’, e questo mi sta anche bene ma lo hanno fatto perché non c’avevano nessuno in grado di mettersi al comando del paese! Questa insicurezza e questa paura continua mi preoccupa -prosegue Ghini- Di quello che stanno facendo loro (i politici, ndr) non me ne frega più niente, non si può arrivare a questo punto. Ho 4 figli è come tutti gli italiani, in questo momento, quello che mi assilla è il loro futuro, il Coronavirus e i vaccini. La sinistra -incalza- è storico che faccia degli errori, tra di noi c’è sempre chi è più a sinistra di te. Questa fregnaccia ha permesso di dare lavoro e pane a persone che altrimenti finivano al bar a farsi una birretta: i primi sono quelli della Lega e a scendere tutti gli altri, compreso i nostri (la sinistra, ndr)”.

Andare ora alle elezioni? “Ora è impensabile -dice Ghini- si avvicina il semestre bianco e quindi non si potrà votare prima di maggio-giugno, cioè nel momento più importante per tutti noi cioè la vaccinazione, ma scherziamo? -chiede- Mattarella è l’unico che può risolvere questa situazione come fece Napolitano che all’epoca salvò il paese. Viviamo in una Nazione che ha un tasso di maleducazione e di ignoranza che è sostanziale, esiste carica che è istituzionale e che ha questo tipo di responsabilità, questa carica si assuma la responsabilità di farli chiacchierare. Il presidente della Repubblica deve prendere in mano la situazione, quello che spero -conclude ironico- è che qualcuno offra un lavoro a Renzi perché se si va alle elezioni adesso, se va bene, prende lo 0,3% di voti”.

Massimo Ghini: ”Renzi uomo ucciso da sua megalomania, intervenga Capo dello Stato”  

Roma, 14 gen. (Adnkronos)

(di Alisa Toaff)

Ancora una volta assistiamo a un Governo che viene fatto saltare nella solita maniera antica, desueta e quasi medioevale.Quello che ha fatto Renzi è una disamina anche intelligente rispetto al Recovery Found ma fatta da un uomo ucciso dalla sua megalomania. Il potere logora chi ce l’ha, Renzi è un giovanotto che ha avuto il paese in mano, ci sarà qualcosa che ha sbagliato o è sempre colpa nostra?”. E’ quanto sottolinea Massimo Ghini all’Adnkronos sulla decisione del leader di Italia Viva di ritirare i ministri del suo partito dal Governo. “Zingaretti ha perfettamente ragione quando dice che scatenare una crisi di Governo in piena pandemia è un gravissimo errore -continua- Se ancora una volta la sinistra si suicida come è storicamente provato dal 1921 e cioè da quando è nato il Partito Comunista e la sua propensione è sempre quella di dire: ‘Io sono più bravo di te, io sono più intelligente di te’ credo che mi allontanerò definitivamente dalla politica. Di fronte a tanta idiozia mi sono stancato di continuare a combattere con questa militanza di sinistra che mi porto dietro da sempre, mio padre era partigiano. Preferisco occuparmi di altre cose che sono più importanti e che già faccio”. Ma Ghini tiene a precisare: “Non mi associate però ai 5 Stelle, sono un’armata brancaleone che non ha voluto istituirsi come Partito nemmeno di fronte a delle responsabilità come quelle di essere al Governo di un paese. Siamo ancora a giocare con gente come Di Battista che ogni tanto fa due o tre viaggi e ci racconta due o tre stron…! Quando il Pd si è alleato con i 5 Stelle ho dovuto accettare questa cosa come si accetta una medicina amara perché non c’era alternativa”.

“L‘unica scelta saggia che hanno fatto (il Movimento 5 Stelle, ndr) è stata quella di chiamare un avvocato (Conte, ndr) che usa, come tutti gli avvocati, come battuta finale sempre la frase: ‘lasciami finire’, e questo mi sta anche bene ma lo hanno fatto perché non c’avevano nessuno in grado di mettersi al comando del paese! Questa insicurezza e questa paura continua mi preoccupa -prosegue Ghini- Di quello che stanno facendo loro (i politici, ndr) non me ne frega più niente, non si può arrivare a questo punto. Ho 4 figli è come tutti gli italiani, in questo momento, quello che mi assilla è il loro futuro, il Coronavirus e i vaccini. La sinistra -incalza- è storico che faccia degli errori, tra di noi c’è sempre chi è più a sinistra di te. Questa fregnaccia ha permesso di dare lavoro e pane a persone che altrimenti finivano al bar a farsi una birretta: i primi sono quelli della Lega e a scendere tutti gli altri, compreso i nostri (la sinistra, ndr)”.

Andare ora alle elezioni? “Ora è impensabile -dice Ghini- si avvicina il semestre bianco e quindi non si potrà votare prima di maggio-giugno, cioè nel momento più importante per tutti noi cioè la vaccinazione, ma scherziamo? -chiede- Mattarella è l’unico che può risolvere questa situazione come fece Napolitano che all’epoca salvò il paese. Viviamo in una Nazione che ha un tasso di maleducazione e di ignoranza che è sostanziale, esiste carica che è istituzionale e che ha questo tipo di responsabilità, questa carica si assuma la responsabilità di farli chiacchierare. Il presidente della Repubblica deve prendere in mano la situazione, quello che spero -conclude ironico- è che qualcuno offra un lavoro a Renzi perché se si va alle elezioni adesso, se va bene, prende lo 0,3% di voti”.