Vettel canta ‘Azzurro’ per l’addio alla Ferrari 

Vettel canta 'Azzurro' per l'addio alla Ferrari

(Afp)

Pubblicato il: 13/12/2020 16:33

Sebastian Vettel dice addio alla Ferrari cantando una versione riveduta e corretta di ‘Azzurro’. Il pilota tedesco, all’ultima gara con il Cavallino, si congeda con un lungo messaggio musicale via radio dopo la conclusione del Gp di Abu Dhabi, chiuso lontano dal podio. Vettel, novello Adriano Celentano, si esibisce in una lunga performance canora che rimbalza sui social con una serie di clip video.

With the lyrics on a paper in his hand

— Jens Munser Designs (@JMD_helmets) December 13, 2020

Paolo Rossi, la moglie sul furto: “Vigliacchi non rovineranno fiume di affetto per lui” 

Paolo Rossi, la moglie sul furto: Vigliacchi non rovineranno fiume di affetto per lui

(Fotogramma)

Pubblicato il: 13/12/2020 14:24

“Non voglio consentire a questi vigliacchi di rovinare questo fiume di affetto e amore che si è formato intorno a Paolo. Bucine è stata e sarà la nostra casa, qui abbiamo trovato la nostra serenità e felicità. Fino all’ultimo”. Così Federica Cappelletti, moglie di Paolo Rossi, ha scritto in un messaggio inviato al sindaco di Bucine (Ar), Nicola Benini, dopo il furto avvenuto nella loro casa nella tenuta agricola ‘Poggio Cennina’.

“Una notizia che non avrei mai voluto sentire: nella giornata del funerale di Paolo Rossi, la sua abitazione ha subito una intrusione e sono stati rubati alcuni oggetti personali. Da ieri sera e ancora stamani i carabinieri stanno eseguendo tutti gli accertamenti del caso, nella speranza che assicurino subito alla giustizia gli autori di un gesto così spregevole e vigliacco” dice il sindaco Benini.

“Ho personalmente manifestato a Federica, a nome mio e di tutta la popolazione di Bucine, l’immenso dispiacere per questo atto criminale che la colpisce in un momento per lei particolarmente difficile – aggiunge Benini – E le ho assicurato che la comunità che amministro con orgoglio, così come ha accolto con calore ed affetto Paolo Rossi e tutta la famiglia da circa 20 anni, sarà ancora più vicina a lei e alle figlie in futuro”.

Paolo Rossi, la moglie: “Mentre l’Italia lo piangeva i ladri lo hanno infangato”  

Paolo Rossi, la moglie: Mentre l'Italia lo piangeva i ladri lo hanno infangato

(Fotogramma)

Pubblicato il: 13/12/2020 13:45

“Non ho neppure la forza di parlare. Non bastava la morte di Paolo, non bastava lo stress di queste giornate massacranti, non bastava il dolore di tutti noi. Hanno voluto infangarlo anche nel giorno in cui tutta Italia lo piangeva”. Così Federica Cappelletti, moglie di Paolo Rossi, parlando con il ‘Qn – Quotidiano Nazionale’, ha commentato il furto dei ladri sciacalli penetrati nella villa dell’eroe del Mundial ’82 mentre si tenevano i funerali a Vicenza.

Il furto è stato scoperto ieri sera dopo le 19, quando il custode dell’azienda agricola con agriturismo ‘Poggio Cennina’, in Valdambra, nel comune di Bucine, in provincia di Arezzo, è andato a controllare l’appartamento di Pablito, in vista del rientro a casa della moglie Federica e dei figli.

Secondo una prima ricostruzione da parte dei carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno (Arezzo), come riferisce l’Adnkronos, i ladri hanno forzato una finestra della cucina e poi, una volta all’interno, hanno cominciato a girare per le stanze dell’abitazione di Rossi, rovistando nei cassetti e mettendo tutto a soqquadro. I malviventi hanno potuto agire con una certa tranquillità anche perché il sistema d’allarme non era stato inserito. Prima di andarsene, per garantirsi l’impunità, i ladri hanno strappato anche l’apparecchio della video sorveglianza, in modo da non far ritrovare le immagini dell’accaduto riprese dalle telecamere. Sul posto per i rilievi i carabinieri con i militari addetti alle investigazioni scientifiche.

A un primo sommario controllo, dall’appartamento di Paolo Rossi sarebbero spariti soltanto il suo orologio Rolex, particolarmente caro all’ex calciatore, e la somma in denaro di 150 euro. Non sarebbero, invece, stati toccati né i trofei calcistici né le medaglie di Rossi. Ma solo nei prossimi giorni sarà fatto un inventario più preciso dei danni e degli ammanchi da parte della moglie Federica.

L’irruzione dei ladri è avvenuta in un arco temporale preciso: tra le ore 17 di venerdì 11 dicembre, quando il custode dell’azienda agricola ha controllato per l’ultima volta l’abitazione, e le 19 di sabato 12 dicembre, quando è stata scoperta la finestra aperta perché scassinata.

Gli investigatori dell’Arma non escludono che i ladri abbiano monitorato per molte ore dalle vicinanze dell’agriturismo tutti gli spostamenti che avvenivano nella zona prima di commettere il furto.

“Un atto più vile e vomitevole di questo è davvero impensabile. Che le forze dell’ordine facciano di tutto per scovare i responsabili. Tutta la mia solidarietà e vicinanza alla famiglia di Paolo Rossi” ha scritto su Twitter il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

Verona vince per 2 a 1 in casa della Lazio 

Verona vince per 2 a 1 in casa della Lazio

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 12/12/2020 23:08

Tra Lazio e Verona è la squadra allenata da Juric che si porta a casa i tre punti al termine dell’incontro all’Olimpico contro il team guidato da Inzaghi. Nel primo tempo dopo che la Lazio ha perso Acerbi alla mezz’ora per infortunio è l’Hellas Verona che si porta in vantaggio poco prima della pausa. E’ una deviazione di Lazzari che permette al 45’ agli scaligeri di segnare il primo gol. La Lazio si riprende il pari al 56’ con un gol di Caicedo, ma è Tameze che al 67’ riporta in vantaggio gli scaligeri per il definitivo punteggio di 2 a 1 per i giocatori del Verona.

Cassano contro Conte: “Inter flop Champions e lui trova alibi” 

Cassano contro Conte: Inter flop Champions e lui trova alibi

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Pubblicato il: 12/12/2020 15:35

“Tantissime cose buone, ma anche tanti errori e a me non piacciono le persone che trovano tanti alibi. Nelle sei partite di Champions League ha fatto sempre male: ha giocato malissimo, senza nessuna idea”. Antonio Cassano attacca Antonio Conte dopo l’eliminazione dell’Inter dalla Champions League.

“Il calcio si fa con la qualità -aggiunge l’ex attaccante nerazzurro nel corso di una diretta su Twitch-. In Italia puoi giocare con Romelu Lukaku, a livello di fisicità nessuno gli sta dietro, ma in Champions League serve qualità. Eriksen in cinque minuti ha fatto più di Barella e Gagliardini. L’Inter ha fatto flop, in questo momento qua Antonio Conte deve fare solo una cosa: vincere lo scudetto. Ormai è obbligato, altrimenti diventa un massacro e bisogna cambiare tutto”.

Cassano critica Conte anche sulla gestione dei giocatori: “Skriniar, prima che arrivasse lui era uno dei giocatori più ambiti d’Europa e l’ha massacrato. Ha massacrato pure Godin, trattandolo malissimo. Hakimi ha fatto qualche gol, ma per me è un giocatore diverso. È in confusione, perché è un giocatore che devi lasciarlo libero: fargli fare l’esterno a tre o a quattro, ma lasciarlo libero. Al Borussia Dortmund giocava negli ultimi trenta-quaranta metri, all’Inter fa l’indispensabile”.

Paolo Rossi, Tardelli: “Ti ho cercato in preda al panico, ora sono al buio” 

Paolo Rossi, Tardelli: Ti ho cercato in preda al panico, ora sono al buio

Marco Tardelli (Fotogramma)

Pubblicato il: 11/12/2020 10:49

“Click. Buio. Stamattina all’alba rispondendo come un automa alla telefonata di Michel, dentro di me si è spenta la luce”. Inizia così la commovente lettera di saluto a Paolo Rossi di Marco Tardelli su ‘La Stampa’. “Buio pesto – prosegue -, niente lacrime, niente parole, niente di niente. Solo buio è un ingorgo indescrivibile di emozioni bloccate in gola. A togliermi il respiro. Non riesco, mi sono detto, non posso parlare o scrivere di Paolo oggi. Un fratello che se ne va senza un perché e senza preavviso. Poi ho pensato che negli ultimi tempi ti ho cercato, come in preda al panico, come sentendo qualcosa dentro e non sono riuscito, se non con sms o attraverso Federica, a dire quello che avrei voluto. E allora forzando il mio carattere chiuso e pieno di pudore, di cui sorridevi divertito e scanzonato, provo a dirtelo qui, fratello sul campo e nella vita. Fratello di gioia, di luce, di pure totale felicità. È difficile, direi impossibile per me ricordare tutto quello che abbiamo vissuto insieme. Momenti belli, unici, irripetibili. insieme nella difficoltà“.

“Insieme nel dolore e nell’isolamento di quel mondiale ’82 in cui ci sembrava di essere soli contro il mondo e poi improvvisamente padroni del mondo intero. Giovani invincibili, ci sentivamo persino belli e irresistibili, proprio come ci vedevano allora gli italiani che ci hanno sempre riempito d’amore fino ad oggi con tutta l’Italia che piange per te -prosegue-. Il 5 luglio ’82, contro il Brasile, sei riuscito a trasformare in gol liberatorio un mio tiro sbilenco che poi ho provato a farti credere che fosse un mio grande passaggio. Ma con te tutto diventava grande”, prosegue il campione del mondo.

“E poi l’11 luglio la nostra risurrezione, il tuo gol, gli abbracci con cui ti abbiamo soffocato, quel sorriso luminoso che non dimenticherò mai, la gioia, la forza, la fratellanza, quel giro di campo con la Coppa ubriachi di felicità. Ma anche molto più di questo, le nostre notti in bianco a scherzare nei corridoi, ragazzini che giocano a salvare il mondo”.

“Scherzi telefonici, battute goliardiche assieme a Gaetano e Antonio, e poi quel velo di tristezza che spesso attraversava i tuoi occhi mobili e intelligenti, quel senso enorme di responsabilità verso un Paese che guardava noi come ha un presagio di futuro”, scrive Tardelli.

“Pertini, Bearzot, il nostro maestro di vita e di calcio e gli italiani tutti. Scamiciati, sudati sugli spalti a piangere e gioire con noi. Finalmente un Paese unito dalla nostra vittoria. Un miracolo, ma il miracolo fatto da un gruppo di ragazzi che ancora oggi, quasi 40 anni dopo, si sentono famiglia. Se da lassù il disorientamento che viaggia sui messaggi della nostra chat…”, prosegue la lettera dedicata a Rossi.

“Forse sorridi ripensando a quelle esibizione maldestra ed emozionata con Francesco De Gregori solo un anno fa prima che si spegnesse la luce. E allora Paolo dai un bacio a Gaetano e abbraccia il Vecio anche da parte mia. Cominciate a giocare voi, prima o poi ci rivediamo…”, conclude Tardelli.

Paolo Rossi, l’arbitro di Italia-Brasile: “Se ne va una parte di me”  

Paolo Rossi, l'arbitro di Italia-Brasile: Se ne va una parte di me

Foto Fotogramma

Pubblicato il: 11/12/2020 10:48

“Con Paolo Rossi se ne va anche una parte di me. Un gentiluomo. Tanti mi hanno chiesto come fosse in campo. Il giocatore lo abbiamo visto: chi può vantarsi di aver segnato una tripletta al Brasile in un Mondiale? Un arbitro apprezza i campioni, ma ancor di più gli uomini”. Sono le parole dell’arbitro internazionale Abraham Klein, il direttore di gara della mitica sfida Italia-Brasile 3-2 al Mundial ’82 che permise agli azzurri di volare in semifinale.

“Rossi l’ho incrociato in quattro grandi partite, la prima nel 1978 contro l’Argentina al Mondiale, quando segnò Bettega. Beh, Paolo non è mal venuto una volta da me a lamentarsi -spiega l’ex arbitro israeliano a ‘La Repubblica’-. Avevo l’abitudine di prendere informazioni sui giocatori che avrei dovuto arbitrare: chiamavo qualche amico, mi facevo inviare i giornali, studiavo, non avevo mica Youtube”.

“Di Rossi sapevo ad esempio che poteva sbucare all’improvviso da una mischia in area, più veloce anche del mio occhio. Ma che non mi avrebbe mai creato problemi nella gestione della partita, mentre magari con Gentile avrei dovuto essere sempre attento, sempre vicino all’azione. Vi confesso: ho amato Paolo. Grazie a lui, sono entrato anche io nella leggenda”, conclude.

Paolo Rossi, Baggio: “A 10 anni sognavo guardando i tuoi gol” 

Paolo Rossi, Baggio: A 10 anni sognavo guardando i tuoi gol

Roberto Baggio (Fotogramma)

Pubblicato il: 11/12/2020 10:37

“Al mio risveglio un’altra mazzata. Un grande pilastro del calcio italiano ci saluta”. Roberto Baggio apre così il ricordo di Paolo Rossi affidato alle colonne de ‘La Gazzetta dello Sport’ “Tornano in superficie i dolci ricordi di quando avevo 10 anni -scrive Baggio- conservati per decenni in uno dei tanti album della mia memoria. Come quando con il mio adorato papà Fiorindo, scomparso solo qualche mese fa, percorrevamo quasi 12 chilometri, in due su una bicicletta, per arrivare a Vicenza partendo da Caldogno. Per andare allo stadio a vedere il grande Paolo Rossi”.

“Erano gli anni in cui cullavo i miei sogni -ricorda il Divin Codino-. Pensavo che un giorno anche io avrei giocato in quello stadio, che avrei indossato quella maglia bellissima con la grande R sul petto. Imitando Paolo Rossi avrei potuto realizzare quanto lui è riuscito a realizzare. Vincere un campionato del mondo in finale contro il Brasile. Come Paolo Rossi ha fatto contro la Germania. Vincere il Pallone d’Oro. Come Paolo Rossi. Vincere in un mondo che ha sempre più bisogno del sorriso di Paolo Rossi”.

“Oggi Paolo è volato in cielo lasciandosi tutto quello che il calcio di buono sa offrire. Paolo ha regalato un sogno a milioni di italiani, cosa che a me non è riuscita”, prosegue Baggio concludendo: “Ciao Paolo, chissà se infilerai le tue scarpette da calcio quando sarai in cielo. Spero di sì, spero che il tuo sorriso arrivi anche lì. Noi qui lo ricorderemo a lungo”.

Paolo Rossi, oggi camera ardente a Vicenza  

Paolo Rossi, oggi camera ardente a Vicenza

Paolo Rossi (Fotogramma)

Pubblicato il: 11/12/2020 10:32

Il feretro di Paolo Rossi ha lasciato questa mattina, intorno alle 9.30, la camera mortuaria dell’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena, a bordo di un carro funebre. La bara è coperta da una corona di rose bianche della moglie Federica Cappelletti. Il feretro arriverà a Vicenza dove oggi pomeriggio, dalle ore 15, sarà aperta la camera ardente allo stadio ‘Romeo Menti’. I funerali si svolgeranno domani mattina, sabato 12 dicembre, alle ore 10,30, nel Duomo di Vicenza.

Il medico di Vicenza: “Da bambino giocai con Paolo Rossi, quante sfide ai videogiochi al bar”   

Il medico di Vicenza: Da bambino giocai con Paolo Rossi, quante sfide ai videogiochi al bar

Pubblicato il: 10/12/2020 20:06

Di Paolo Signorelli

Diventare amico del proprio idolo di sempre, giocarci ai videogiochi e, un giorno, riuscire coronare il proprio sogno: una partita di calcio insieme. Ci è riuscito Enrico Neri, che adesso fa il medico all’ospedale di Santorso, in provincia di Vicenza e che all’Adnkronos racconta la sua storia legata a Paolo Rossi, scomparso oggi all’età di 64 anni. ‘Pablito’, con la maglia del Lanerossi Vicenza ha giocato dal ’76 al ’79, vincendo un campionato di Serie B e sfiorando uno storico scudetto, da neopromossa, nella stagione 77-78. “Chiamatelo Real Vicenza, grazie – dice Enrico – perché eravamo davvero una squadra fantastica”.

“C’era un bar a Vicenza – racconta – ricordo ancora il nome, ‘Piccolo Bar’, vicino allo stadio. Era nei pressi della mia scuola elementare ‘Vittorino Da Feltre’. Avevo 7 anni, all’epoca andavamo a scuola da soli, a piedi, senza genitori. Era il bar frequentato dai calciatori del Vicenza, la mia squadra del cuore di cui sono ancora tifosissimo e naturalmente ci andavo sempre. In breve tempo entrai in confidenza con Rossi, mi sembrava di sognare. Giocavamo ai videogiochi insieme, ma mi batteva sempre. Era un appuntamento fisso, eravamo diventati amici”. Ma la svolta per Enrico arriva qualche mese dopo. “Un giorno – ricorda – presi coraggio, dovevo chiederglielo per forza: ‘Senti Paolo, i miei amici ed io giochiamo a calcio domani, proprio qui in questa aiuola gigante, di fronte al bar. Vieni pure tu?’. Lui mi chiese solo a che ora e gli diedi appuntamento alle 14″.

“Non pensavo mai che potesse venire – prosegue – e invece arrivò, puntuale come un orologio svizzero. Per mezz’ora giocai con lui in squadra, ero il bambino più felice del mondo. Il mio idolo che tirava calci ad un pallone insieme a me. Dopo mezz’ora se ne dovette andare perché aveva gli allenamenti. Il giorno seguente lo rividi al bar e feci una cosa che non avevo mai fatto: gli chiesi di scattare una foto insieme, anzi, due. Quell’immagine ancora la conservo a distanza di oltre 40 anni. Poi, andando via da Vicenza e non lo rividi più. Tranne una volta, che torno in città dopo lo scandalo del calcioscommesse. Mi guardò senza che gli dicessi nulla e mi abbracciò: ‘Enrico, io non c’entro nulla con quella storia, mi hanno incastrato’, racconta, commosso, il medico dell’ospedale di Santorso. “Oggi alla notizia della sua morte – conclude – mi sono tornati in mente tutti quei ricordi di quando ero bambino e giocavo con Paolo Rossi ai videogame. E quella partita bellissima che per me valeva la finale di Champions League. E ho ripreso in mano quella foto che ancora oggi conservo gelosamente”.