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Coronavirus: Borrelli: “Epidemia più veloce della burocrazia” 

Coronavirus: Borrelli: Epidemia più veloce della burocrazia

(Fotogramma)

Pubblicato il: 24/03/2020 08:04

“Nei momenti speciali servono leggi speciali e qualsiasi dirigente non deve aver paura a mettere una firma. La Protezione civile ha bisogno di rapidità: non siamo burocrati, ma, come si diceva nel 1915, volontari del Regno che devono godere della fiducia dei governanti e della nazione. Sulle mascherine siamo arrivati tardi“. Così il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, in un’intervista a ‘Repubblica’.

“Ora sono diventate legge tre norme, e in particolare l’articolo 71 che ci restituisce la possibilità di acquistare al di fuori del codice degli appalti. Oggi, per questa emergenza – sottolinea – rispondiamo solo di fronte al dolo conclamato”. E sul mercato dei dispositivi di protezione, spiega Borrelli, “broker internazionali, e senza scrupoli, si presentano agli amministratori delle aziende medicali con la valigetta dei contanti. Accaparrano e vanno a vendere allo Stato che offre di più. Noi, per troppo tempo, ci siamo dovuti rivolgere alle strutture centralizzate degli acquisti pubblici, procedure lente”. Sono sufficienti le risorse stanziate per l’emergenza Covid-19? “I soldi ci sono – spiega – ci vuole libertà d’azione”.

Per il capo della Protezione Civile “dovremmo poter comprare i ventilatori da terapia intensiva nei supermercati, le mascherine ad ogni angolo e invece stiamo faticando. India, Russia, Romania, Turchia: hanno bloccato le esportazioni. Vogliono essere pronti per i loro picchi. Siamo intervenuti con le ambasciate, ma temo che mascherine dall’estero non ne arriveranno più”.

Deve partire la produzione nazionale, prima possibile. L’Italia su certi beni così importanti, ora capiamo vitali, deve cambiare traiettoria, fare scorte, reinsediare filiere sul territorio. Altri Paesi hanno mantenuto questi presidi. Il mercato corre molto più veloce di noi. Penso alle casette per il terremoto, dovremmo tenerne nei magazzini in quantità abbondanti. Non è così”. Anche alla Protezione civile italiana sono state offerte mascherine a prezzi sestuplicati? “Sì. Quando la richiesta è spropositata rifiuto l’ordine: non posso buttare – sottolinea – i soldi dello Stato”.

“La Protezione civile dà grande visibilità, quasi sempre positiva, e la politica tende ad appropriarsi dei risultati. Per guidarla bene ho imparato che non bisogna essere troppo ambiziosi. Dopo Bertolaso, e dopo Gabrielli, si è pensato di cancellare la Protezione. L’hanno depotenziata, oggi dovremmo tornare a rafforzarla”. Sul passato dice “in quei tempi io sono stato il ministro delle Finanze di Bertolaso, il mio insegnante, e ho gestito miliardi. Non sono mai andato in galera, credo di meritare la fiducia dei cittadini”.