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Coronavirus, Conte: “Evitare errori tragici, l’Europa sia all’altezza” 

Coronavirus, Conte: Evitare errori tragici, l'Europa sia all'altezza

(Fotogramma)

Pubblicato il: 28/03/2020 08:16

Con la cancelliera Angela Merkel al Consiglio Ue “più che un litigio è stato un confronto duro e franco, perché stiamo vivendo un’emergenza che sta mietendo un alto numero di vittime tra i nostri cittadini e sta producendo una severa recessione economica. Io rappresento una comunità nazionale fortemente sofferente e non posso permettere tergiversazioni. In Italia, ma anche negli altri Stati membri, siamo costretti a operare scelte tragiche. Dobbiamo evitare di compiere in Europa errori tragici“. Lo afferma il presidente del consiglio Giuseppe Conte in un’intervista a ‘il Sole 24 Ore’ sull’emergenza coronavirus e gli effetti economici.

“Se l’Europa non dovesse dimostrarsi all’altezza di questa sfida epocale, l’intero edificio europeo rischia di perdere, agli occhi dei nostri stessi cittadini, la sua ragion d’essere”, sottolinea Conte.

“Ai colleghi che ragionavano di Mes, ho replicato che non v’è ragione di affannarsi, perché non è di questo che adesso abbiamo bisogno – prosegue il premier – Il Mes è uno strumento costruito per prestare soccorso a singoli Stati membri che attraversano tensioni finanziarie ricollegate a shock asimmetrici. Il coronavirus sta invece causando uno shock simmetrico, con l’effetto di deprimere, in modo sincrono e completamente inatteso, i nostri sistemi economici e sociali. Qualcosa di completamente differente rispetto alla crisi del 2008. Siamo a un passaggio critico della storia europea. Vogliamo essere all’altezza di questa sfida? Allora variamo un grande piano, uno European Recovery and Reinvestment Plan che sostenga e rilanci l’intera economia europea e, se mai, faccia fare un salto di qualità all’intera architettura europea”.

Sottolineando la necessità di “un grande piano, uno European Recovery and Reinvestment Plan che sostenga e rilanci l’intera economia europea”, Conte ha spiegato che “l’ultima decisione della Bce rafforza il sostegno alle politiche di bilancio che gli Stati stanno mettendo in campo per aiutare le imprese, le famiglie, i lavoratori. La politica monetaria sta facendo la sua parte, ma non può fare tutto. Noi governanti dobbiamo assumerci la responsabilità politica di completare l’opera, ad esempio con uno European Recovery Bond, vale a dire uno strumento di debito comune europeo che ci permetta di vincere la guerra contro il coronavirus e di avviare l’opera di ricostruzione del tessuto economico-sociale che dovrà seguirà”.

“Ritengo che il nuovo decreto di aprile debba portare il nostro sforzo complessivo di bilancio a una soglia ben superiore ai 50 miliardi – afferma poi Conte – Le misure e le garanzie pubbliche che abbiamo messo e stiamo mettendo in campo forniranno un sostegno senza precedenti ai finanziamenti per la nostra economia, pari a quello offerto dai pacchetti di politiche più ambiziosi approvati in questi giorni in Europa”.

“L’azione della Bce ha frenato le spinte speculative e ci consente di ricorrere con tranquillità al mercato per finanziare la nostra spesa – continua il premier – L’Italia, come gli altri paesi europei, può affrontare da sola questa emergenza: abbiamo le risorse umane, economiche e morali per farlo. Ma sarebbe un grave errore per l’Europa se, di fronte a una sfida comune di questa portata, non riuscisse ad approntare nuovi strumenti in grado di dare la risposta forte e solidale che tutti i cittadini europei hanno il diritto di aspettarsi da una casa comune che è stata costruita per proteggerli meglio, nel segno della unità e della solidarietà. Ne uscirebbe sconfitta l’intera Europa e indebolita l’intera economia continentale”.

“La chiusura delle attività commerciali – e poi di quelle produttive, a esclusione di quelle essenziali – è stata una decisione difficile e senza precedenti nella storia della Repubblica – osserva Conte – È una scelta senz’altro costosa, ma non dobbiamo dimenticare che il contenimento efficace del virus è un imperativo etico, perché ci consente di salvare vite umane. Non solo. È anche la più importante misura economica che oggi possiamo adottare per far ripartire al più presto l’intero sistema socio-economico”.

Riguardo alle competenze regionali, secondo Conte “al termine di questa emergenza, sarà opportuno aprire un’ampia e coinvolgente discussione sul tema. D’altra parte, in questi venti anni che ci separano dalla riforma del Titolo V, in più occasioni – anche a seguito della copiosa giurisprudenza costituzionale scaturita dal conflitto tra Stato e Regioni – sono state avanzate proposte per modificare il riparto delle competenze o per introdurre istituti che lo Stato possa attivare, senza dover ricorrere all’esercizio del potere sostitutivo. Trattandosi di materia costituzionale, affido queste riflessioni alla sensibilità delle forze politiche di maggioranza e di opposizione”.