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Covid, Locatelli: “Segnali d’allerta, mantenere restrizioni” 

Covid, Locatelli: Segnali d'allerta, mantenere restrizioni

(Fotogramma)

Pubblicato il: 05/01/2021 09:38

“I dati ci dicono che esiste ancora purtroppo una circolazione sostenuta di Sars-Cov-2 nel Paese ed è stata questa la ragione che ha poi portato ad adottare tutta quella serie di provvedimenti che hanno caratterizzato il periodo delle vacanze natalizie fino a queste ore e al prossimo fine settimana sostanzialmente”. A puntualizzare la necessità di mantenere le restrizioni è Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), intervenuto oggi ad ‘Agorà’ su Rai3. “E’ chiaro che vedere una percentuale di tamponi positivi che è risalita a due cifre, addirittura fino al 17% in una giornata, deve allertare – ha fatto notare l’esperto – Così come deve allertare anche l’osservazione che la riduzione del numero di posti occupati nelle aree mediche piuttosto che nelle terapie intensive non è più quella che vedevamo nelle giornate scorse. Tutto questo deve indirizzarci verso il mantenimento rigoroso di un’attenzione che è anche alla base delle decisioni che sono state prese nelle ultime ore”.

Sulle vaccinazioni, Locatelli fa notare che “questa mattina siamo a 179mila persone che sono state vaccinate” contro Covid-19. “Quindi il numero è tutt’altro che irrilevante. Solo due giorni fa eravamo a 84mila, in 48 ore abbiamo vaccinato 95mila persone. Come in tutte le cose all’inizio c’è bisogno di un periodo di accelerazione, ma ricordiamo che l’Italia dopo la Germania è ora il secondo paese in Europa per numero di vaccinazioni e ci sono Paesi che non hanno addirittura iniziato o hanno fatto un numero limitato” di iniezioni scudo. Ci sono, ha evidenziato Locatelli, “tre Regioni che ancora stamattina sono a una cifra di percentuale di vaccinati. Vanno aumentati i numeri, anche perché in una di queste regioni i siti di vaccinazione identificati sono davvero tanti e ci sono tutte le condizioni per poterlo fare. Vanno colmate queste differenze anche perché ogni settimana arriveranno in tutto il Paese all’incirca 470mila dosi”. Locatelli ha ricordato l’importanza di continuare a indossare la mascherina anche dopo il vaccino “perché non abbiamo ancora dati sufficientemente rigorosi per trarre conclusioni sull’immunità sterilizzante”, sulla capacità di “prevenire le infezioni asintomatiche” e quindi non c’è una certezza sul fatto che non si possa contagiare altri.

Quanto alle dosi disponibili, “teniamo presente che solo con Pfizer e Moderna il Paese ha più di 61 milioni di dosi a disposizione – ha ricordato Locatelli – Sono cifre assolutamente importanti. Già nel primo trimestre dell’anno abbiamo 12 mln di dosi che sono disponibili per garantire la copertura di quelle che sono state le categorie prioritariamente identificate ora, quindi operatori sanitari degli ospedali e delle Rsa e ospiti di Rsa per poi passare agli ultraottantenni e scendere progressivamente di età e offrire la vaccinazione anche a forze dell’ordine e insegnanti per garantire il massimo della riapertura in sicurezza delle scuole”.

“Mi auguro che il 2021 sia significativamente migliore dell’anno che ci siamo messi alle spalle”, è l’auspicio espresso da Locatelli che ha ricordato il momento della sua vaccinazione. “E’ stato un momento importante per me”, ha detto evidenziando la speranza che “il mio esempio potesse essere davvero di incentivazione per tutti gli italiani perché è evidente che solo attraverso le vaccinazioni riusciremo ad emanciparci da questa situazione. Io non ho avuto assolutamente nessun problema” dopo il vaccino. “Neanche dolore nel sito dell’iniezione che può essere considerato tra gli effetti collaterali, assieme a febbre, dolori osteoarticolari e magari cefalea”.

Il vaccino Pfizer “oggi disponibile commercialmente, ma non sarà diverso neanche per il vaccino che verrà valutato nella giornata di domani, cioè Moderna, prevede due somministrazioni, dà una copertura del 95% e quindi va detto con trasparenza che esiste un 5% di soggetti che non rispondono adeguatamente alla vaccinazione e la copertura immunitaria rispetto al nuovo coronavirus la si ha a partire da 7 giorni dopo” la seconda iniezione, ha concluso l’esperto.