Attila alla Scala, 14 minuti di applausi  

Scritto da il 6 dicembre 2018

Attila alla Scala, quattordici minuti di applausi Ovazione per Mattarella

(Foto dal sito del Quirinale)

Pubblicato il: 07/12/2018 18:44

Quattordici minuti di applausi alla Prima della Scala per l’Attila di Giuseppe Verdi. Grande successo, quindi, per l’opera diretta dal maestro Riccardo Chailly e per la messa in scena del regista Davide Livermore. Protagonista indiscusso dell’appuntamento milanese il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che è stato accolto al suo arrivo da un lungo e caloroso applauso dalla platea.

Dal pubblico, oltre 2mila i presenti, è partito anche qualche ‘bravo’ all’indirizzo del Capo dello Stato che ha assistito dal palco reale, insieme alle altre autorità presenti, all’opera di Verdi. Intercettato dai giornalisti alla fine del primo atto, il presidente a chi gli chiedeva se l’Attila gli stesse piacendo ha risposto: “Molto”. Nella pausa Mattarella ha fatto una visita agli artisti e alle maestranze del teatro. Una piccola delegazione ha salutato e ringraziato il presidente per la sua presenza. A sua volta, il presidente, accompagnato dal sovrintendente Alexander Pereira, ha mostrato gratitudine per l’opera messa in scena.

Il maestro Riccardo Chailly, al termine dell’Attila, commentando il lungo applauso al presidente della Repubblica, ha detto: “Mattarella sta portando avanti un mandato straordinario, è giustificatissimo un applauso di questa lunghezza. Io ero commosso, partecipe e convinto”. Incontrando le maestranze, Chailly ha raccontato che Mattarella ha definito la musica “l’ultimo baluardo della democrazia” ed è “stata una gioia riaverlo alla Scala”.

Parlando della Prima, il maestro Chailly ha sottolineato: “E’ stato bello sentire un pubblico così coinvolto, vedere un teatro coeso, è stata una sensazione epidermica”. “Abbiamo avuto la percezione – ha continuato – di una assoluta e continua attenzione da parte del pubblico”.

Il regista Livermore a chi gli chiedeva un commento per il trionfo ha risposto: “Non gioco per il successo, metto in scena le partiture più straordinarie”. “Abbiamo fatto un po’ di rivoluzione nella maniera più soave ed efficace. Perché toccare il cuore alla società è un atto straordinario“, ha aggiunto, spiegando che “bisogna celebrare l’opera perché è la summa di tutte le arti. Sarebbe interessante che questo Paese iniziasse a parlare di cultura e a dire la verità”.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha espresso apprezzamento per l’opera dopo il primo atto: “Meraviglioso per gli interpreti, la regia e le scene; è un’opera che esalta il coro”. “E una storia antica resa in maniera contemporanea con grandissimi interpreti”, ha aggiunto il primo cittadino. Il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati si è detta “emozionata da una Prima alla Scala straordinaria“. “Mi è piaciuta la scenografia, il maestro Chailly – ha aggiunto – mi ha emozionato moltissimo perché ha saputo trasferite quell’italianità, quell’orgoglio italiano che Verdi ci restituisce sempre”.

E’ stata una prima sobria. Tra gli ospiti hanno prevalso eleganza e colori scuri. Poco il governo presente a dispetto delle attese, con solo due ministri (Giovanni Tria e Alberto Bonisoli) a rappresentare l’esecutivo. Nel palco reale – insieme al sindaco Sala, padrone di casa, e al presidente della Lombardia Attilio Fontana – c’erano il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e Marta Cartabia, vicepresidente della Corte Costituzionale. Tra le presenze istituzionali anche la senatrice e habitué della Scala Liliana Segre.

A occupare la platea anche banchieri e imprenditori, tra cui Carlo Messina ceo di Intesa Sanpaolo, il presidente della banca Gian Maria Gros-Pietro, Giuseppe Castagna ad di Banco Bpm, Fabrizio Saccomanni presidente di Unicredit, il presidente di Cdp Massimo Tonini, il banchiere Victor Massiah, Giovanni Bazoli, Corrado Passera, Emma Marcegaglia e Alberto Bombassei presidente di Brembo, l’ex premier Mario Monti.

A varcare l’ingresso del teatro milanese anche Carla Fracci e Roberto Bolle, la coppia glamour Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi, l’imprenditrice Diana Bracco, l’ex ministro Paola Severino, Antonio Patuelli presidente dell’Abi, Fedele Confalonieri, il manager francese di Vivendi Arnaud de Puyfontaine.

Poca la mondanità presente, nessuna presenza internazionale di peso, di fatto assenti le contestazioni fuori dal Teatro. A vigilare sull’evento un dispositivo di 900 uomini, tra uomini in divisa, reparti specializzati, artificieri e tiratori scelti. E Mattarella, fin da subito, a catturare l’attenzione: quando è entrato nel teatro la platea gli ha tributato un lungo applauso, per almeno cinque minuti il pubblico in piedi è rimasto tutto per lui. L’incasso della Prima della Scala è stato di 2 milioni e 532 mila euro circa, secondo quanto riferito. In tutto il pubblico in sala era composto da 1888 persone.

Opera dalle forti tinte patriottiche, nona del repertorio verdiano, ‘Attila’ è tratta da un dramma di Zacharias Werner, ‘Attila, Koenig der Hunnen’. Il libretto, in un primo momento affidato a Temistocle Solera, autore fra l’altro del ‘Nabucco’, non piacque a Verdi che chiese l’intervento di Francesco Maria Piave. L’opera si compone di un prologo e tre atti ed è ambientata ad Aquileia attorno alla metà del V secolo. Attila guida gli Unni, che hanno appena saccheggiato la città, quando rimane colpito da Odabella, figlia del signore di Aquileia, che trama vendetta dopo che l’invasore le ha sterminato la famiglia.

Sul palco, a vestire i panni del re degli unni sarà Ildar Abdrazakov, al suo terzo 7 dicembre. Mentre Saioa Hernandez interpreta Odabella. Fabio Sartori è Foresto e George Petean l’ambiguo generale romano Ezio. Francesco Pittari e Gianluca Buratto rivestono i ruoli brevi ma non secondari di Uldino e Papa Leone. Il Coro del Teatro alla Scala e il Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala sono diretti dal Maestro Bruno Casoni. ‘

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