Livorno: sindaco Cecina, ‘fermare sfratto ad Arnaboldi, Stato gli deve 900.000 euro’  

Pubblicato da in data 1 Luglio 2019

Sindaco Cecina: Fermare sfratto ad Arnaboldi, Stato gli deve 900.000 euro

Franco Arnaboldi (dalla pagina facebook in suo sostegno)

Pubblicato il: 02/07/2019 21:35

“Fermare quell’ordine di sfratto”. E’ l’accorato appello del sindaco di Cecina Samuele Lippi che interviene sulla decisione di procedere domani all’esecuzione dello sfratto dell’abitazione di Franco Arnaboldi. L’uomo, un agricoltore di Cecina (Livorno) di 78 anni è protagonista, suo malgrado, di una lunga battaglia legale: quasi 40 anni in lotta con lo Stato per un esproprio rivelatosi illegittimo. In tre gradi di giudizio Arnaboldi ha avuto sempre ragione, anche la Corte Europea ha condannato l’Italia a risarcire l’agricoltrore per una cifra pari a 900.000 euro. Ma di quei soldi, lui non ha mai visto un centesimo.

“Domani viene sfrattato un uomo di 80 anni, vittima di un’ingiustizia assurda: lo Stato gli deve 900.000 euro, e invece che fa… lo butta in mezzo alla strada. Il mio appello è che sia sospeso lo sfratto in attesa che Arnaboldi sia risarcito. Sono soldi che gli permetteranno di comprare una nuova casa dove potrà andare a vivere”, sottolinea all’Adnkronos Lippi. Sul caso il deputato Pd Andrea Romano, da parte sua, presenterà domani un’interrogazione parlamentare.

Il sindaco Lippi si è battuto da sempre per il suo cittadino, “vittima di quella stessa giustizia – dice lui – a cui si era rivolto per essere difeso e tutelato”. Circa un mese fa, peraltro, ha inviato una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, al premier, a ministri a prefetto, questore e Anas dove chiedeva che venisse corrisposto in tempi rapidi il risarcimento dovuto ad Arnaboldi.

Nella lunga lettera introduceva così la sua storia: “Arnaboldi aveva scelto la nostra Cecina per vivere e lavorare, voleva dedicarsi all’agricoltura, voleva far crescere l’azienda che aveva acquistato con i sacrifici di una vita. Da un giorno all’altro, però, si è visto portare via tutto ciò che aveva. Per consentire la costruzione del nuovo tracciato della ‘superstrada’, Anas – più precisamente la società esecutrice dei lavori per conto di Anas stessa – ha occupato parte dei terreni, tagliando di fatto in due la proprietà, con evidenti ripercussioni sulla produttività della stessa”.

Arnaboldi “non ha subito passivamente, ha cercato di opporsi a quello che riteneva un sopruso – ha continuato il sindaco-. Ha impugnato l’espropriazione, rivelatasi oltretutto illegittima in quanto mancava il decreto di esproprio. Ha presentato ricorso al progetto. Ed ha sempre vinto, in ogni grado di giudizio… Tuttavia i costi sostenuti per veder riconosciuta la legittimità delle sue ragioni, sono stati troppo alti, al punto di perdere tutto, anche la casa in cui vive, a causa dell’esecuzione della procedura avviata perché non aveva pagato le spese di giustizia”. L’operazione dello sfratto è prevista per le 11 di domani ma il sindaco e molti altri concittadini non perdono le speranze perché sia sospesa.


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