Processo Condor, 24 ergastoli  

Pubblicato da in data 7 Luglio 2019

Processo Condor, 24 ergastoli

(Fotogramma)

Pubblicato il: 08/07/2019 18:25

Sentenza ribaltata all’Appello del processo sul cosiddetto ‘piano Condor’: i giudici della Prima Corte d’Assise di Appello di Roma hanno comminato 24 ergastoli per omicidio per il caso sui ‘desaparecidos’, una vicenda che riguarda ex Capi di Stato ed esponenti delle giunte militari e dei Servizi di sicurezza di Bolivia, Cile, Perù e Uruguay, al potere tra gli anni ’70 e ’80, accusati del sequestro e dell’omicidio di 23 cittadini di origine italiana che vivevano in quegli anni nei Paesi sudamericani.

Il processo di primo grado si era concluso nel gennaio 2017 con otto condanne all’ergastolo e 19 assoluzioni. Fra i condannati c’è anche Jorge Nestor Troccoli, l’unico attualmente residente in Italia, ritenuto membro dell’intelligence uruguayana legata all’allora dittatura del suo Paese. Confermate le condanne inoltre per l’ex presidente boliviano Luis Garcia Meza Tejada, deceduto lo scorso anno, Luis Arce Gomez, ministro dell’Interno dello stesso Paese, Juan Carlos Blanco, ex ministro degli Esteri dell’Uruguay; il cileno Jeronimo Hernan Ramirez Ramirez e l’ex presidente peruviano Francisco Rafael Cerruti Bermudez. I giudici hanno disposto inoltre il risarcimento nei confronti delle 47 parti civili costituite da stabilirsi in sede civile e hanno stabilito una provvisionale immediatamente esecutiva di un milione di euro per la Presidenza del Consiglio dei ministri: per le parti civili poi le cifre sono comprese tra i 250mila euro e i 100mila euro per le altre parti civili.

E’ il coronamento di anni di indagine di lavoro difensivo, della procura e delle forze dell’ordine per arrivare alla giustizia contro le immunità dietro le quali per anni si sono nascosti gli imputati, in modo particolare Troccoli (che era stato assolto in primo grado, ndr.)” hanno commentato Mario Angelelli e Arturo Salerni, legali di parte civile che assistono i familiari dei desaparecidos. “La speranza è che la sentenza di oggi diventi definitiva in Cassazione. Un ciclo giuridico si è chiuso perché il collegio ha riconosciuto il reato di omicidio ed è questo risultato che ha dato una svolta al processo” hanno concluso gli avvocati.


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