Intesa Pd-M5S, corsa a ostacoli  

Pubblicato da in data 27 Agosto 2019

E' il D-day

(Afp)

Pubblicato il: 28/08/2019 06:59

La crisi di governo è ormai al ‘D-day’. Quando la delegazione del M5S, attesa alle 19 allo studio della Vetrata, avrà lasciato il Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella prenderà le sue decisioni.

Se le forze politiche, in primis Cinquestelle e Pd, avranno dimostrato che esiste un accordo politico “su un programma per governare il Paese” e formulato un’ipotesi per la premiership, il capo dello Stato chiamerà la personalità indicata e in serata – o al più tardi giovedì mattina – gli conferirà l’incarico per formare il nuovo governo. Altrimenti, con la stessa tempistica, convocherà un nome terzo chiamato a guidare un esecutivo di garanzia per gestire il voto anticipato.

Il tempo per le “decisioni sollecite” che Mattarella aveva chiesto giovedì scorso infatti sta scadendo, visto che un eventuale orizzonte elettorale vedrebbe il 10 novembre come prima data utile per le urne; scadenza che comunque aprirebbe una vera e propria corsa contro il tempo per approvare la legge di Bilancio entro l’anno ed evitare l’esercizio provvisorio.

Oggi quindi il capo dello Stato si attende indicazioni chiare dai partiti: se ci sarà accordo sulla cornice programmatica e sul nome del presidente del Consiglio, Mattarella conferirà l’incarico pieno, lasciando al prescelto il tempo necessario, probabilmente alcuni giorni, per definire programma e lista dei ministri.

Un elenco che naturalmente il premier incaricato, quando tornerà al Quirinale per sciogliere la riserva, sottoporrà al Capo dello Stato, che a norma dell’articolo 92 della Costituzione nomina i ministri su proposta del presidente del Consiglio. E su alcuni ruoli chiave e più delicati del governo è presumibile che Mattarella si riserverà l’ultima parola.


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