Ftse Mib in calo, spread in aumento 

Pubblicato da in data 27 Novembre 2019

Pubblicato il: 28/11/2019 18:21

La nuova ondata di tensione sull’asse Washington-Pechino spinge al ribasso l’azionario europeo. Dopo la firma da parte di Donald Trump del decreto a favore dei dimostranti di Hong Kong, la Cina ha accusato gli Stati Uniti di ingerenza negli affari interni minacciando ripercussioni. Ovviamente, la mossa messa in campo dalle autorità statunitensi, che forse hanno sottovalutato la sensibilità delle autorità cinesi per le questioni “domestiche”, non fa che complicare qualsiasi avanzamento delle trattative in ambito commerciale.

In un contesto che quindi vira lentamente verso il “risk-off”, e orfano del faro rappresentato da Wall Street (chiusa per il giorno del Ringraziamento), il Ftse Mib ha terminato in rosso dello 0,61% a 23.342,42 punti e lo spread ha segnato un nuovo rialzo portandosi a 170,8 punti base (+1,07%). Oggi il Tesoro ha collocato Btp a 5 e 10 anni per 5 miliardi di euro: il quinquennale è stato assegnato con un rendimento lordo dello 0,64%, +21 punti base sul dato precedente, mentre il benchmark a 10 anni ha visto il dato salire di 23 punti base all’1,29%.

Secondo quanto rilevato da S&P Global, che circa un mese fa ha confermato il giudizio sul debito sovrano dell’Italia a “BBB” (due livelli al di sopra della valutazione “junk”, spazzatura, con outlook negativo), nel 2019 il Pil del Belpaese segnerà un rialzo dello 0,2%, contro il +0,1% pronosticato a fine settembre. S&P Global stima una lieve accelerazione del Pil italiano nel 2020 e nel 2021: per l’anno prossimo l’economia è vista in aumento dello 0,4% mentre nel 2021 il dato dovrebbe segnare un +0,6%.

Per quanto riguarda le storie del giorno a Piazza Affari, tra i pochi segni più nel paniere delle blue chip segnaliamo Saipem (+0,68%) che ha annunciato la firma di due nuovi contratti in Scozia e Taiwan per 750 milioni di euro. Denaro anche su Nexi (+0,57%) che, all’indomani dei nuovi massimi storici, ha capitalizzato un report di Citi.

Debolezza sul comparto bancario (-1% di UniCredit, -0,75% di Intesa Sanpaolo e -0,97% di Ubi) e ancora vendite per Atlantia (-2,38%) dopo che ieri nuove conferme della revoca della concessione autostradale sono arrivate dalle parole di Conte e Di Maio. “Non c’è una data per una decisione del governo italiano sulla revoca della concessione autostradale al gruppo”, ha detto oggi il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli.

Giornata negativa anche per Telecom Italia (-0,92%): secondo Fidentiis la valutazione di Open Fiber, indicata a 3,6 miliardi di euro, è superiore ai 2-2,5 miliardi delle attese del mercato. (In collaborazione con money.it)


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