Pirandello pazzo d’amore: “Cara Jenny non so più cosa faccio…”  

Pubblicato da in data 4 Dicembre 2019

Pirandello pazzo d'amore: Cara Jenny non so più cosa faccio...

(Fotogramma)

Pubblicato il: 05/12/2019 12:01

di Paolo Martini

Scusami, cara Jenny, ma io non ci posso far niente! Non so più cosa faccio, cosa devo fare; sono proprio come impazzito. I miei poveri parenti soffrono molto nel vedermi così, ma non posso né dominarmi né concentrarmi; ho la morte nel cuore, e ridere mi è impossibile”. Rivelano i tormenti d’amore 19 lettere autografe scritte dal giovane Luigi Pirandello (1867-1936) a Jenny Schulz Lander, la ragazza tedesca conosciuta durante il periodo di studi universitari a Bonn, dove si laureò nel 1891, e un libretto di poesie lasciato in dono alla fidanzata.

I documenti, finora mai pubblicati, sono la testimonianza di una relazione sentimentale che ebbe importanti riflessi sull’opera del Premio Nobel della Letteratura agrigentino. Gli autografi, riferisce l’AdnKronos, rinvenuti in archivi statunitensi (Università del Texas) e tedeschi (Archivio di Stato e Università di Bonn), sono al centro del saggio di Giuseppe Faustini “Un amore primaverile. Inediti di Luigi Pirandello e Jenny” (pagine 256, euro 22), edito da Mauro Pagliai con introduzione di Elio Providenti, uno dei maggiori ricercatori delle vicende biografiche dell’autore di “Il fu Mattia Pascal”.

Il grande scrittore e drammaturgo conobbe la giovane renana Jenny il 19 gennaio 1890 a Bonn, dove si trova per compiere gli studi in filologia romanza. Sin dal loro primo incontro, Pirandello la definisce “una delle bellezze più luminose che io mi abbia mai visto”. La elegge ben presto a musa creativa dedicandole diversi componimenti, e la rievocherà nelle proprie poesie anche dopo la fine della relazione avvenuta alla fine del 1891.

”Jenny, mi sono messo due volte a comporre dei versi sulle vostre mani, e non ci sono riuscito. E’ meglio confessarlo: la mia arte non può nulla dinanzi a un’opera così squisita della natura”, scriveva Luigi in una lettera del 17 aprile 1890 alla figlia della proprietaria della casa dove abitò durante i suoi studi universitari a Bonn. La stessa lettera contiene una vera e propria dichiarazione d’amore: ”Vi basti sapere questo, Jenny, che se io fossi un orafo di molta fama, io vorrei spendere i di’ più belli della mia vita e tutto l’ingegno mio a lavorare per esse un solo e meraviglioso anello d’oro; e che se io fossi un artefice di numi, ritrarrei nel marmo le vostre mani e le darei a Venere celeste”.

Curioso il particolare in cui il futuro drammaturgo accenna all’adorazione che nutre per le mani di lei: ”Una modestia, che non amo, non vi faccia pensare che io dica queste cose per quel particolare sentimento di benevolenza, che nutro nel mio cuore per voi. La verità è questa, Jenny, che io professo alle belle mani un culto strano, e che di più belle, in vita mia, non ne ho mai vedute”.

Rientrato in Italia, il 9 maggio 1891, dalla Villa Caos a Girgenti, Pirandello scriveva a Jenny di cui era ancora perdutamente innamorato anche se pesava la lontananza da lei: “Ho la morte nel cuore e ridere m’è impossibile. Ora bramo le amarezze, come Tannhäuser, il buon cavaliere, bramo la nebbia, il freddo, la neve. Era così sereno, così caldo e così luminoso l’amore là da Te. Che cosa giova a me che qui splende il sole, tutto è verde e l’aria è gradevole? Questo non può più rallegrarmi. Vedo la mia vita senza scopo; anche l’arte non ha più nessun sorriso per me”.

Nel luglio 1891, da Napoli, Pirandello scriveva alla fidanzata che si sentiva trascurata: “Mia cara Jenny, sono a Napoli per far curare il mio stupido cuore che non vuole più battere bene. Domani o dopo domani partirò per Roma. Tu conosci il mio indirizzo là (Corso, 456). La Tua ultima lettera mi ha fatto male. Io non ho dimenticato né Te né Bonn, Tu sei addirittura l’unico dolce ricordo della mia vita. Ah, Ti prego, Jenny! Non pensare male di me… Se non Ti scrivo tanto spesso, Tu devi pensare che ho ragione a fare così. Io non posso scrivere più una lettera – tanta è la mia sofferenza chiusa nel cuore. E poi – perché devo render triste anche Te? È già troppo che sono tanto triste io. Oh come spesso sono venuto col pensiero da Te di giorno e di notte e Ti ho cercato nella Tua camera e Ti ho chiesto scusa! Non mi hai sentito vicino a Te? Il 26 giugno sono stato accanto a Te tutto il giorno, ma a causa della mia malattia non potei mandarti in tempo i miei più cordiali auguri. Da Roma però Ti manderò presto un regalino per il tuo compleanno e Tu devi accettarlo per ricordo del Tuo Gigante malato”.

Oltre alle lettere, di cui è riportato anche il testo originale in lingua tedesca, il saggio curato da Faustini racchiude una riproduzione anastatica del quaderno “Gedanken” (Pensieri, 1890), contenente traduzioni in tedesco di poesie tratte dalla silloge “Mal giocondo” (1889) e alcune prime stesure di liriche che verranno in seguito pubblicate in “Pasqua di Gea” (1891), raccolta che sarà dedicata proprio a Jenny.

Spiega Giuseppe Faustini, docente di letteratura italiana allo Skidmore College di New York, curatore del carteggio inedito: “Nell’ambito degli studi pirandelliani esistono ancora zone inesplorate, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra la giovane tedesca e lo studente siciliano a Bonn, o l’influenza su quest’ultimo dei filosofi e scrittori tedeschi, da Goethe a Lessing, da Hegel a Heine, da Tieck a Lipps”.

Le lettere di Pirandello a Jenny Schulz Lander sono 19, più l’elogio delle mani di lei e la dedica della “Pasqua di Gea”: “A Jenny Schulz-Lander, meine liebe, süsse Freundin”. Diciassette di queste missive, più lo scritto sulle mani di Jenny, sono possedute dal Fondo Manoscritti dell’Harry Ransom Humanities Research Center dell’Università del Texas ad Austin, che le acquistò ad un’asta in Germania. La lettera del 17 ottobre 1891 è custodita allo Stadtarchiv di Bonn, mentre la lettera del 4 maggio 1891 all’Universitäts-und Landesbibliothek di Bonn.

Altri documenti, in particolare il quaderno “Gedanken” e le due memorie di Jenny, quelle in tedesco “Nach dem Balle” (Dopo il ballo) ed il capitolo in inglese dal manoscritto “When I Remember” (scritto dopo il secondo soggiorno statunitense di Pirandello nell’estate del 1935) sono proprietà degli eredi di Jenny Schulz Lander Nolan.


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background