Coronavirus, Di Maio: “Stupito dal numero dei morti” 

Pubblicato da in data 17 Marzo 2020

Coronavirus, Di Maio: Stupito dal numero dei morti

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Pubblicato il: 18/03/2020 13:38

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è “stupito in negativo numero di morti che sta salendo così tanto“. In alcune aree del Paese, ha detto Di Maio in collegamento con ‘L’aria che tira’ su La7, “apriamo le chiese per depositare le bare”. Ma “in positivo sono stupito dai ragazzi che si stanno organizzando per portare la spesa agli anziani”, ha aggiunto. Per il ministro, il rispetto delle regole fissate dal governo “salva le vite non solo degli anziani, ma anche dei più giovani“. Poi l’annuncio: “Nella notte sono state sbloccate 800 mila mascherine che stanno arrivando in Italia”, ha detto, ribadendo che “nel mondo ci sono Paesi che ci vogliono aiutare e Paesi che pensano a se stessi. Noi stiamo denunciando questi ultimi, quelli che si prendono le nostre mascherine”. “Gli Stati Uniti – aggiunge – ci stanno mandando un ospedale da campo con 68 posti ed è una nuova buona notizia. L’Italia non è sola”, ha detto, dopo che l’ambasciatore americano a Roma, Lew Eisenberg, ha annunciato su Twitter: “L’ospedale da campo da 68 posti donato dalla ong americana Samaritans Purse è arrivato ieri a Cremona ed è in allestimento. Come ha affermato il presidente Donald Trump: L’Italia è un Paese che amiamo!’, l’amicizia tra Usa e Italia è ora più forte che mai”.

“Mi affiderò alla comunita scientifica, senza proclami e anticipazioni”, spiega quindi il ministro degli Esteri di fronte all’ipotesi una chiusura dei confini nazionali nel prossimo futuro. “Ma le merci continueranno sempre a viaggiare”, perché le nostre aziende devono continuare a lavorare. Per questo, Di Maio ha lanciato un appello: “Compriamo made in Italy, perché dobbiamo aiutare le nostre imprese e i nostri lavoratori a continuare a produrre e vendere”. Quella in corso, ha aggiunto, “è un’emergenza sanitaria, ma anche economica”.

Per quanto riguarda il ‘caso Cardarelli‘, con decine di medici e personale sanitario che si sarebbero messi in malattia, “sono solo eccezioni che devono essere controllate, verificate e punite se c’è qualcuno che fa il furbo, ma la stragrande maggioranza del nostro personale sono eroi”.


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