De Magistris: “Qua è un manicomio, De Luca non sa nemmeno…” 

Pubblicato da in data 26 Aprile 2020

De Magistris: Qua è un manicomio, De Luca non sa nemmeno...

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Pubblicato il: 27/04/2020 12:53

Qua è un manicomio, abbiamo le ordinanze di De Luca che non sa nemmeno come si fa il lievito per la pizza. Dice che le pizzerie devono stare aperte solo poche ore e non sa nemmeno che, per fare la pizza, c’è un tempo di lievitazione”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, intervenuto a Mattino Cinque, commentando la riapertura oggi in Campania delle attività di ristorazione ma solo con consegna a domicilio e in determinate fasce orarie a seconda della tipologia di attività. Secondo de Magistris “ci vorrà tempo per rodare le pizzerie, per far ripartire un forno, per aprire la saracinesca e coprire i costi con i ricavi. Nella storia della nostra città nemmeno ai tempi di guerra era mai capitato che, per quasi due mesi, i forni fossero rimasti fermi”.

REATI – Nel periodo di lockdown a Napoli “non registriamo un aumento dei reati, anzi per la verità registriamo una netta diminuzione” ha spiegato il sindaco. “Questo non significa – ha sottolineato de Magistris – che la criminalità sia scomparsa, anzi. Io sono particolarmente preoccupato perché se lo Stato non avanza rapidamente, sia nell’economia che nel controllo del territorio, la criminalità comune e organizzata in Italia si potrà sicuramente consolidare”.

De Magistris ha ricordato che “la criminalità, soprattutto quella organizzata, ha liquidità, non ha burocrazia, conosce il territorio e sa dove andare. Con la desertificazione delle città la criminalità può riconquistare spazio, quindi può occupare luoghi dove prima c’erano persone, attività sociali e culturali. Poi le mafie hanno bisogno di riconquistare un consenso che hanno perso in questi anni grazie allo Stato, a una rivoluzione culturale, all’antimafia sociale, a tutto quello che si è costruito negli anni in questo Paese”. L’appello lanciato da de Magistris è quindi “fare presto”ed è, ha ribadito, “un appello che faccio soprattutto allo Stato. Poi ognuno fa la sua parte e assicuro che io la sto facendo h24 per quello che è di nostra e di mia competenza, ma lo Stato deve fare presto perché loro sono rapidi”.

ESTATE A NAPOLI – “Rivedere alcune regole” per un’estate in una Napoli “più a dimensione umana” nel periodo tra il 20 giugno e il 20 settembre, quello “post picco della pandemia”. E’ l’idea del sindaco di Napoli espressa ragionando sulla vita in città nei mesi estivi. “Stiamo progettando un’estate inedita – ha spiegato – un patto in città che valga dal 20 giugno al 20 settembre in cui si rivedano determinate regole. Per farlo stiamo chiedendo procedure accelerate di semplificazione burocratica non solo al Governo, ma lo faremo con la Soprintendenza, con la Prefettura e la Questura, in modo che quest’estate a Napoli si possa camminare, si possa fare cultura e attività sociale e si possa stare insieme”.

Secondo de Magistris “non potremo utilizzare il trasporto pubblico come prima perché potrà essere utilizzato da circa un ventesimo delle persone rispetto a prima, numeri quindi ridottissimi. Ma fino a settembre le scuole sono chiuse, ci sarà lo smart working, insomma non avremo i flussi di prima e non ci sarà il turismo internazionale. Nello stesso tempo stiamo predisponendo parcheggi rafforzati nelle aree di accesso alla città, faremo più pedonalizzazioni, più biciclette che incentiveremo, più spazio pubblico gratuito per consentire alle attività economiche di riprendere fiato, soprattutto negli spazi piccoli come il centro storico”. In conclusione, de Magistris immagina “una città più a dimensione umana, dove si deve camminare di più a piedi, più con la bicicletta e con il trasporto pubblico. Non possiamo consentire che si mettano tutti quanti in macchina, altrimenti – ha concluso – sarà anche una situazione negativa dal punto di vista ambientale”.


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