Ilaria Capua: “Ecco perché mi definisco ex virologa” 

Pubblicato da in data 7 Giugno 2020

Ilaria Capua: Ecco perché mi definisco ex virologa

(Fotogramma)

Pubblicato il: 08/06/2020 11:02

“Qualcuno mi chiede perché mi definisco una ex virologa. Ecco perché”. Ilaria Capua torna, con un tweet, sulle dichiarazioni rilasciate venerdì sera a Le parole della settimana. La scienziata, che dirige l’One Health Center alla University of Florida, dal proprio profilo Twitter ripropone l’articolo ‘Scoprire le verità invisibili’ pubblicato l’8 agosto 2018 sul Journal of Virology. L’abstract è già sufficiente per delineare il quadro: “L’ascesa dei movimenti populisti in tutto il mondo sta sfidando la scienza e motivando gli scienziati a unirsi al dibattito e ad entrare in politica. Sulla base della mia esperienza, prendere una posizione pubblica non arriverà senza diffidenti attacchi personali e istituzionali nel tentativo di scuotere la credibilità scientifica”, scrive Capua. “La comunità di virologi è a rischio di simili rappresentazioni fuorvianti; la riflessione su questo argomento, in particolare su come affrontare tali sfide, dovrebbe essere una priorità, dato che siamo nell’era del ‘post-verità'”, aggiunge, evidenziando le sfide che i membri della comunità scientifica sono chiamati ad affrontare all’esterno dei propri laboratori.

“Nell’attuale contesto, alcuni credono che schierarsi e lottare per la scienza sia diventato parte della responsabilità degli scienziati ed è un imperativo morale. Ho avuto questa opportunità e l’ho colta”, scrive Capua nell’articolo, nel quale torna sul proprio impegno istituzionale come deputato e soprattutto sulla vicenda giudiziaria nella quale si è trovata coinvolta: descritta come ‘trafficante di virus’ da un settimanale, ha dovuto attendere 2 anni prima di veder cadere tutte le accuse nei suoi confronti. “Ho dovuto fornire prove della mia innocenza e dimostrare che i membri del mio team non avevano nulla a che fare con questo. Ho trascorso interminabili giorni e notti elaborando una tesi di 400 pagine per difendere il mio lavoro professionale”, si legge nell’articolo.

“Gli scienziati stanno entrando in politica o vi si avvicinano in numeri record per prendere posizione e difendere la scienza e le ricerche. Nell’attuale contesto, questo è importante e necessario”, scriveva la scienziata 2 anni fa.

“Siamo in un’era in cui la competenza e la verità sono svalutate. Alcuni gruppi potrebbero andare oltre le manifestazioni organizzate contro alcune delle nostre attività e potrebbero tentare di attaccare la nostra credibilità. Questa è una risorsa che non possiamo permetterci di perdere”, proseguiva.

“Ci occupiamo di scienza perché vogliamo che il mondo sia un posto migliore. Ma non possiamo dare per scontato che la scienza si difenda da sola. Alcuni di noi hanno raccolto la sfida di combattere per la scienza e per difendere il suo ruolo nella società, sempre più scienziati sono destinati a partecipare. Forse, come comunità, dovremmo riflettere su come affrontare in modo proattivo le sfide che si presentano prima che” quei gruppi “si facciano avanti con la forza distruttiva della calunnia”.


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