Trump difende invio truppe in Oregon: “Dem deboli, noi intervenuti contro estremisti” 

Pubblicato da in data 28 Luglio 2020

Trump difende invio truppe in Oregon: Dem deboli, noi intervenuti contro estremisti

Foto Fotogramma

Pubblicato il: 29/07/2020 19:59

“A Portland abbiamo preso una posizione molto forte, sono degli anarchici, estremisti, gente folle”. Donald Trump difende ancora la sua decisione di inviare truppe federali nella città dell’Oregon perché il sindaco Ted Wheeler e la governatrice Kate Brown, entrambi dem, sono “delle persone molto deboli: questi anarchici, questi estremisti li controllano”.

Non ce ne andremo fino a quando non avremmo rimesso in sicurezza la città, se non lo faranno loro presto – ha aggiunto riferendosi alle autorità locali dem – non avremo scelta, dovremo entrare noi e ripulirla“. Nei giorni scorsi, Wheeler – che da giorni chiede il ritiro di quelle che definisce le “truppe di Trump” .- ha chiesto un incontro al segretario per la Sicurezza Interna, Chad Wolf, per “discutere un cessate il fuoco e la rimozione delle forze federali da Portland”.

Me evidentemente Trump non intende retrocedere neanche di un passo, anzi vuole esportare il modello Portland – che ritiene essere una carta elettorale da giocare per imporsi sull’elettorato spaventato dai disordini come il presidente law and order – anche in altri stati e città a guida democratica.

Oggi il dipartimento di Giustizia ha infatti annunciato l’invio di decine di agenti federali a Cleveland, Milwaukee e Detroit con l’obiettivo di sostenere, nell’ambito della cosiddetta Operation Legend, l’azione delle forze locali contro la criminalità violenta. Iniziative simili erano state adottate nei giorni scorsi per Kansas City e Chicago, provocando la protesta delle autorità locali contro la ‘polizia segreta di Trump‘.

In un’animata audizione al Congresso, l’attorney general, William Barr, ieri ha difeso la decisione di inviare gli agenti federali ed il loro operato, di fronte alle critiche ai metodi repressivi adottati a Portland. “Noi siamo sulla difensiva, non cerchiamo problemi – ha detto Barr – io rifiuto l’idea che il dipartimento abbia tentato azioni repressive contro i dimostranti”. E per giustificare l’uso di lacrimogeni, altri esplosivi e pallottole di gomma a Portland, Barr ha detto che “la sede del tribunale era sotto attacco”.


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background