Un italiano su 2 non sa come viaggiare in salute e sicurezza  

Pubblicato da in data 9 Agosto 2020

Un italiano su 2 non sa come viaggiare in salute e sicurezza

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Pubblicato il: 10/08/2020 13:04

In questo periodo, particolarmente caldo, il bisogno di refrigerio è tra i più desiderati ma, con il grande esodo, secondo gli esperti, oltre un italiano su 2 (54%), è a rischio sbalzo termico da aria condizionata. E’ quanto emerge da uno studio di In a Bottle, condotto su circa 50 esperti tra medici e nutrizionisti, per capire quali sono i rischi in vista del grande esodo e le regole per affrontarlo al meglio.

Temperature eccessivamente basse in auto possono, infatti, portare a disidratazione (51%), laringiti e faringiti (58%) e, unite all’escursione termica dell’esterno, alterare lo stato di salute delle vie respiratorie (46%) e far insorgere anche gli effetti del colpo di calore (39%). A questo si aggiungono anche altri errori, da un’alimentazione poco bilanciata (53%) a un’organizzazione poco ponderata (37%), che rischiano di impattare negativamente sul viaggio verso le meritate vacanze. Ecco allora il decalogo per l’esodo sicuro.

Come si organizzano gli italiani in vista della partenza per le vacanze? Per un esperto su due (51%) partono ‘per nulla informati dei rischi’ che un viaggio può rappresentare per la salute e la sicurezza propria e degli altri. Secondo un esperto su 3 (32%), gli italiani non conoscono il concetto di ‘partenze intelligenti’, per il quale spesso si tende a considerare soltanto l’orario di partenza per evitare di restare imbottigliati nel traffico durante le ore di punta, senza considerare invece altri fattori che possono rendere il viaggio più confortevole. Ne è la dimostrazione il fatto che alla vigilia di una partenza, sempre secondo gli esperti, tra i diversi aspetti il proprio stato fisico viene considerato relativamente poco (41%) o per nulla (32%).

Le categorie più a rischio? Prima di tutto i bambini (42%), più sensibili allo stress di un viaggio lungo. Seguono gli anziani (35%), più esposti anche per via di eventuali malattie croniche. E gli effetti sono ben visibili, secondo i monitorati, sul piano psicologico (53%). Le code e i continui rallentamenti, se aggiunti al caldo eccezionale di questa estate, diventano i “nemici” che portano ad un aumento di ansia (33%), stress (21%) ed aggressività (18%), solo per citare i disagi più frequenti riscontrati.

Qual è il rapporto tra gli italiani e l’alimentazione in vista del grande esodo? Per gli esperti gli italiani si dividono in due grandi categorie: chi parte a stomaco vuoto pur di non perdere un secondo di vacanza (26%), e chi, per evitare di perdere tempo più del necessario in autostrada, ‘mangia in maniera spropositata per evitare di avere fame in viaggio’ (33%). Tra gli altri errori frequenti, per il 41% degli esperti in auto scarseggiano cose essenziali, come ad esempio una buona riserva d’acqua per far fronte al rischio di disidratazione o di crampi per la perdita di sali minerali e potassio.

Ma la vera insidia nascosta, ritenuta solitamente compagna di viaggio immancabile, è l’aria condizionata. “Il primo pericolo dell’aria condizionata in auto – afferma Luca Piretta, nutrizionista e gastroenterologo dell’università Campus Biomedico di Roma – consiste nella mancanza di revisione e igienizzazione delle bocchette di ventilazione dopo il non utilizzo invernale ciò può favorire la creazione di batteri e alcune patologie infettive, come la legionella”.

Lo sbalzo di temperatura tra ambiente esterno e quello interno della macchina, inoltre, può essere motivo di stress immunologico. “Lo sbalzo termico – osserva -può alterare le barriere mucose del naso, della bocca e della gola, quindi renderle più fragili ed esporle alla contaminazione batterica. Lo sbalzo termico può creare anche disturbi gastrointestinali: passare da caldo a freddo crea uno stress fisico, soprattutto durante la digestione in cui la maggior parte del sangue è concentrata nel tratto digerente” Per tali motivi, è consigliato evitare sbalzi eccessivi, magari cambiando gradualmente la temperatura del luogo dove ci troviamo, in modo che ci sia un clima gradevole, capace comunque di migliorare la percezione termica.

Quanta acqua bisogna bere per evitare il rischio disidratazione durante un viaggio in macchina? “Se le condizioni di viaggio sono ottimali e se l’aria condizionata è regolata a un livello adeguato – aggiunge Luca Piretta – è opportuno bere ogni due ore 150-200 ml di acqua. Se invece le condizioni sono più intense, tale quantità è consigliata anche ogni ora”.

Inoltre, “la quantità d’acqua può variare da persona a persona: ad esempio, per ragioni diverse, anziani e bambini sono più esposti ai rischi di disidratazione ed è quindi consigliabile far bere loro ancor prima dell’avvertimento del senso della sete. E’ consigliato mantenere la bottiglia d’acqua davanti al bocchettone dell’aria condizionata, in modo da mantenerla ad una temperatura più dissetante, idonea a svolgere la sua funzione”.


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