L’Aifa ‘taglia’ i primi co.co.co: “Amarezza dopo mesi di lavoro duro” 

Pubblicato da in data 30 Agosto 2020

L'Aifa 'taglia' i primi co.co.co: Amarezza dopo mesi di lavoro duro

(Fotogramma)

Pubblicato il: 31/08/2020 18:09

“Account disattivato da domani”. Ci hanno sperato fino all’ultimo in una stabilizzazione in extremis, ma la scure si è abbattuta sui primi due dei circa 100 precari dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, in bilico da fine giugno, da quando cioè è stata loro annunciata l’intenzione di non rinnovare più i contratti. A uscire dall’Agenzia sono due persone che avevano un co.co.co. in scadenza proprio oggi, lunedì 31 agosto. La stessa sorte toccherà nelle prossime settimane e mesi agli altri colleghi co.co.co., man mano che arriveranno a scadenza. Mentre gli oltre 40 lavoratori interinali hanno un orizzonte che arriva fino al 15 ottobre, dopo l’approvazione in ‘zona Cesarini’ di una proroga dei loro contratti in scadenza il 30 giugno.

E c’è delusione e amarezza per i primi due colleghi rimasti senza lavoro, tanto che l’intenzione è quella di “scendere in piazza, per quel sit-in in programma a giugno e poi sospeso dietro rassicurazioni dell’avvio di percorsi normativi di stabilizzazione mai concretizzati”. Questa è una “nuova doccia fredda”, dicono i precari, dopo quella arrivata “come un fulmine a ciel sereno”, proprio dopo Cvid-19. “Nel giorno del grande annuncio dell’abolizione del superticket, la scure si abbatte inesorabilmente, nel silenzio dell’amministrazione e delle istituzioni, sui primi precari con contratto co.co.co”, dicono i rappresentanti dei lavoratori.

La loro uscita dall’Agenzia “si consuma senza che vi sia da parte delle amministrazioni coinvolte alcuna indicazione chiara di cosa il Governo intenda fare per tutelare persone che hanno dato e continuano a dare il proprio determinante contributo al funzionamento di un’agenzia che da anni riveste un ruolo centrale nella regolamentazione delle politiche del farmaco e che nei mesi passati e ancora oggi ha giocato e continua a giocare un ruolo di primo piano nel contrasto all’attuale pandemia da Covid-19”.

Tutti avevano gli occhi puntati sul decreto Agosto. Ma “nessuna previsione di stabilizzazione dei precari dell’Agenzia è stata inspiegabilmente inserita” nel provvedimento, “nonostante fino all’ultimo si fosse parlato di una norma specifica sulla cui formulazione hanno lavorato il ministero della Salute e l’Agenzia stessa ma che alla fine – non si capisce per quale ragione e per iniziativa di chi – non è stata inserita. E ciò sebbene non siano mancati, in tale articolato corpo normativo ed in altri di recente adozione, decisi interventi a sostegno dell’occupazione proprio nel settore sanitario e della salute”.

Ma non per i precari Aifa. Nel frattempo, a quanto si apprende da fonti interne all’agenzia, continuano ad arrivare persone in comando da altre amministrazioni. “La gravità di questa situazione – concludono i precari – appare ancora più enorme se si considera che da parte del Governo si sono in queste settimane succedute continue rassicurazioni e dichiarazioni circa il fermo proposito di sostenere e potenziare l’occupazione soprattutto nel settore strategico della salute”.


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