Riforme, Della Vedova: “Da taglio parlamentari squilibrio pesi costituzionali” 

Pubblicato da in data 29 Settembre 2020

Riforme, Della Vedova: Da taglio parlamentari squilibrio pesi costituzionali

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 30/09/2020 15:41

“Per quel che riguarda la riforma costituzionale, io non credo che il taglio dei parlamentari possa essere annoverato, se non in modo formalistico, tra le riforme costituzionali. I nodi che a suo tempo aveva individuato Cossiga del conservatorismo costituzionale a cui si fa riferimento anche nel pezzo di Formica, sono nodi che sono rimasti totalmente intatti”. Lo dice all’Adnkronos il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova, in riferimento agli spunti contenuti nel’articolo di Rino Formica sul quotidiano ‘Domani’, dove si ripercorre la commemorazione di Francesco Cossiga da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricordando, tra l’altro, la necessità di una fase costituente sottolineata da Cossiga nel suo messaggio alle Camere dell’estate 1991.

“Abbiamo avuto la riforma del Titolo V, che non si è rivelata una buona riforma, poi abbiamo avuto due tentativi di riforma e poi abbiamo avuto il taglio brutale e un po’ stupido, voluto dai grillini, che ha lasciato la Costituzione con tutti i difetti precedenti, aggravati da uno squilibrio dei pesi costituzionali. Come lo squilibrio che ha aumentato il peso dei delegati regionali che adesso rappresentano il 10% del corpo elettorale del Presidente della Repubblica”, aggiunge.

“Quindi abbiamo fatto un enorme passo indietro inutile, tant’è che adesso il Pd è alla rincorsa, con delle proposte, per cercare di correggere l’errore e provare a far funzionare un bicameralismo ingestibile come quello di 200 senatori da una parte e 400 deputati dall’altra. Per cui questa idea delle Camere che devono riunirsi in seduta comune ogni due per tre, che ci siano dei senatori aggiuntivi che vengono dalle Regioni. Insomma il conservatorismo costituzionale a mio avviso non è stato interrotto dal taglio dei parlamentari, che è una riforma che non è una riforma. Restano i problemi, aggravati”, conclude Della Vedova.


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