Covid, Galli a Agorà: “Non sappiamo se e quando avremo vaccino” 

Pubblicato da in data 8 Novembre 2020

Covid, Galli a Agorà: Non sappiamo se e quando avremo vaccino

(Fotogramma)

Pubblicato il: 09/11/2020 09:17

Uscire dall’emergenza covid e rimanerne fuori, perché “non sappiamo quando avremo” un vaccino “né purtroppo se l’avremo”. E’ il monito lanciato da Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco-università Statale di Milano, intervenuto ad ‘Agorà’ su Rai 3.

“Se sarà necessario avere una chiusura importante e significativa, per un periodo importante e significativo” in modo da piegare la curva di Covid-19 in Italia, “non è che immediatamente dopo possiamo fare la stessa cosa che è stata fatta quest’estate”. Ripetere gli errori di allora sarebbe impensabile, “perché altrimenti ci ritroveremmo daccapo un’altra volta”, con l’incubo di una terza ondata.

“E’ questo”, secondo lo specialista, “l’elemento che va realmente capito, ma molto bene – precisa Galli – e che non deve essere più oggetto di un tira e molla di ordine politico o di interessi particolari. L’interesse generale del Paese – sottolinea il medico – indica la necessità di una programmazione che consenta di capire da una parte come possiamo uscire da questa crisi nell’immediato”, e dall’altra “come possiamo continuare a starne fuori finché non arriverà qualche cosa che ci metterà al riparo. Questo qualcosa probabilmente sarà soltanto il vaccino, che però – ricorda Galli – non sappiamo quando avremo, né purtroppo se l’avremo”.

Fare affidamento sul vaccino come ‘soluzione finale’ contro Covid-19, “oggi sarebbe come andare in battaglia sperando di avere in mano un’arma che arriverà tra un numero imprecisato di mesi”, aggiunge, commentando ad ‘Agorà’ su Rai 3 le parole del ministro della Salute Roberto Speranza. La distribuzione di massa del vaccino “avverrà sicuramente alla fine del primo trimestre o alla fine del primo quadrimestre del 2021”, ha auspicato ieri a ‘Mezz’ora in piu’.

“O abbiamo dei dati – ammonisce il medico – o dobbiamo fare riferimento a dei portafortuna tipo lo scoiattolino rosso del mio nipotino. Sono auspici”, spiega. “Io sono completamente solidale a delle posizioni di buon auspicio – precisa l’esperto – però non possiamo stare in attesa di un risultato che non sappiano se si concretizzerà e quando si concretizzerà”.


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