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Coronavirus: ‘respira profondamente’, lettera di un’ostetrica alle partorienti/Adnkronos  

Partorire ai tempi del Coronavirus, lettera di un'ostetrica

Pubblicato il: 30/03/2020 14:42

di Loredana Errico

“Io sto con le donne e i loro neonati”. Inizia così la lettera che Maria Ida Della Barba, ostetrica di Roma, scrive a tutte quelle donne che, nel mezzo della più difficile crisi sanitaria che il paese abbia mai dovuto affrontare, si apprestano ad affrontare l’avventura, sempre unica e straordinaria, di donare una vita.

“Assisto alla potenza, la verità, il misticismo, la crudezza dell’evento più incredibile al mondo: una donna fatica, suda, piange, impegna e tende ogni muscolo. Lo sguardo diverso e soprattutto il respiro diverso. Le dico ‘forza’, ti do la forza, respira. Inspira profondamente e buttafuori tutta l’aria con calma, dai, fallo addosso a me, ti sostengo io, sono qua, ti sto aiutando” scrive Maria Ida.

Ma adesso qualcosa è cambiato. L’aria che si respira, durante il parto, nonostante tutti gli sforzi, non è quella che si prepara ad accogliere una nuova vita. Ci sono le mascherine, la distanza di sicurezza da mantenere, e tutto è igienizzato più del solito.

Oggi, continua Maria Ida, “le ostetriche appassionate, quelle entusiaste e forti, stanno cercando di restare con le donne e i bimbi nonostante la paura di infettarsi con un respiro, quei respiri che non si possono risparmiare, né spezzare. Le ostetriche devono e vogliono restare molto vicino ma a volte hanno paura. Sono abituate ad abbracciare, massaggiare, stare ad un palmo dal naso (o meno) con le mamme e anche con i bambini appena nati”.

Nella normalità in sala parto “le goccioline prodotte con la respirazione erano l’ultimo dei nostri problemi (abituate a ben altro)”. Oggi, però, “la pandemia ha rivoluzionato molte cose ma, mie care donne, per me e per tante come me, quello che ci regalate permettendoci di assistervi mentre date la vita è quello che ci dà perfino la forza di rischiare la nostra: il desiderio di essere lì con voi, di esserci al meglio ed essere tutrici dei vostri diritti é ciò che ci muove”.

In questo momento così difficile è importante, oggi più di prima, lavorare insieme, sostenersi l’uno con l’altro: “Vogliamo assicurarvi la compagnia del vostro partner, vogliamo aiutarvi a proteggere i vostri figli allattandoli e tenendoli sempre con voi pelle contro pelle, vogliamo separarli dalla loro placenta solo quando questa avrà smesso di nutrirli, vogliamo proteggervi da pratiche non necessarie o dannose. Noi ci siamo, non abbiate paura lasciatevi andare, siate serene, fidatevi di noi. Aiutateci a sostenere i vostri diritti ed andrà davvero tutto bene”.

“Per noi – scrive l’ostetrica – non è facile, così abituate a sorridervi, sapere che non ci vedrete il volto per via di una mascherina ma lo faremo con gli occhi; e non è facile, così abituate al tocco e al massaggio, cercare di indossare sempre guanti e farvi sentire lo stesso il nostro calore ma lo facciamo e lo faremo ancora. Voi aiutateci a sostenere sempre i vostri diritti. Lottate con noi”.

Infine, un appello alle tante colleghe ostetriche: “cerchiamo di non cavalcare l’ondata di fobia, imponendo pratiche retrograde e dannose pensando di proteggere noi stesse. Teniamoci aggiornate, soprattutto adesso. E dove non ci sono studi, per favore mettete l’intuito. Ragioniamo. Dobbiamo avere mamme e bimbi forti (anche mentalmente), lavoriamo per ottenere salute. Come? Pensare alla fisiologia e seguire l’istinto, sempre, perché una brava ostetrica lo sa e se non lo sa lo sente”.