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Coronavirus, Berlusconi: “Italiani alla fame, nostro piano è da 100 miliardi” 

Coronavirus, Berlusconi: Italiani alla fame, nostro piano è da 100 miliardi

(Fotogramma)

Pubblicato il: 31/03/2020 11:37

Per una parte significativa della popolazione questo è un autentico dramma: chi non può contare su uno stipendio fisso, chi ha perso il lavoro, chi viveva di lavoro nero (diciamolo chiaro, ci sono tante persone in questa situazione, inutile negarlo), si è trovato di colpo senza alcun reddito, si è trovato alla fame nel senso letterale della parola”. Lo ha affermato Silvio Berlusconi in un’intervista a Radio 105.

“Ovvio che a queste persone -ha aggiunto il leader di Forza Italia- bisogna offrire una soluzione subito, direi addirittura nelle prossime ore. Il problema riguarda tutta Italia, ma nel Mezzogiorno la situazione è più grave. Il governo invece purtroppo è ancora in ritardo, ha stanziato una cifra inadeguata e non c’è ancora chiarezza su come queste somme verranno distribuite”.

“Occorrono quindi non solo più risorse, ma bisogna anche essere certi che arrivino senza ostacoli burocratici e rapidamente a chi ne ha bisogno. Per esempio -ha detto ancora Berlusconi- ricordo che il mio governo aveva realizzato una social card per consentire alle persone in difficoltà economiche di acquistare i beni di prima necessità”.

“Nei prossimi giorni presenteremo al governo un piano che prevede di arrivare almeno a 100 miliardi, sperando che bastino. Dobbiamo finanziare la sanità, la spesa sociale, le grandi e le piccole imprese, occorre garantire liquidità al mercato per difendere il tessuto produttivo del nostro Paese. Lo Stato deve dare la sua garanzie alle banche sui prestiti che faranno alle imprese, questo è fondamentale, salvaguardando la continuità aziendale e i posti di lavoro”, ha spiegato.

“Purtroppo nessuno può fare previsioni attendibili. Da uomo di impresa prima ancora che da uomo politico, so benissimo che ogni giorno che passa paghiamo un prezzo molto elevato al blocco delle attività del Paese”, ha detto riferendosi alla data della ‘riapertura’ del paese. “Però occorre essere responsabili: riaprire troppo presto come qualcuno vorrebbe, prima che il virus sia sotto controllo, potrebbe costarci molto più caro, sia in termini di vite umane, sia di ulteriori danni al sistema economico, se l’epidemia si dovesse ancora aggravare”.