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“Campi Rom luoghi di apartheid, usati come discariche da italiani” 

Campi Rom luoghi di apartheid, usati come discariche da italiani

(Fotogramma)

Pubblicato il: 31/08/2020 14:52

“I campi rom sono luoghi di apartheid usati come discariche da tutta Italia, approfittando delle condizioni di assoluta marginalità e povertà di queste persone, le prime vittime di roghi appiccati dove vivono famiglie e bambini”. Marcello Zuinisi, presidente di Nazione Rom, all’Adnkronos commenta i numerosi incendi divampati negli ultimi giorni nella Capitale e dei quali in molti, anche sui social, hanno dato la colpa proprio ai nomadi e ai relativi insediamenti sparsi sul territorio. “C’è una grande propaganda che vuole nascondere la verità delle cose – spiega – dando la colpa all’ultimo anello di una catena che subisce le condizioni di questa povertà assoluta. Certo – ammette – a volte, come a Castel Romano, vengono bruciati dei rifiuti per una azione igienica: ci sono ratti enormi, rischi di infezioni e il fuoco scongiura la diffusione di malattie infettive“.

Zuinisi, però, passa all’attacco: Il più grande incendio che c’è in Italia è l’esclusione della popolazione rom, sinti e caminanti dai poveri, nonostante ingenti finanziamenti europei, 7 miliardi di euro. I rom sono stati confinati dallo Stato in luoghi di apartheid senza impianti fognari che funzionano, non un servizio di rimozione dei rifiuti, nulla. La gente si ritrova ammassati centinaia migliaia di persone in questi luoghi. Ho mandato ora una lettera al ministro Elena Bonetti con una richiesta di incontro che è successiva a una richiesta di infrazione contro l’Italia, responsabile dell’esclusione delle persone, una mega truffa”. (di Silvia Mancinelli)