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Crisi governo, Bersani: “Siamo fuori come balconi”  

(Adnkronos)

“Siamo fuori come i balconi”. Pier Luigi Bersani sintetizza così il quadro della crisi di governo. “Sono giorni complicati e anche un po’ tristi. La cosa più importante è vedere se troviamo rapidamente un modo per fare le cose che dobbiamo fare, lo scostamento di bilancio, il decreto ristori, il Recovery Plan, la scadenza del blocco dei licenziamenti, se si rimette in moto il governo Conte possiamo fare queste cose, diversamente una crisi comporta una sospensione, un rallentamento. L’origine drammatica di questa vicenda inconcepibile è c’è gente che vota la proroga dell’emergenza e poi vuole mettere il governo Siamo fuori come i balconi”, dice a L’ospite su Sky Tg24.

“Bisogna che chi ha più buon senso ce lo metta, e in questa fase non sarebbe sufficiente avere una maggioranza raccogliticcia, bisogna avere in una breve prospettiva un nuovo patto politico, che possa avere anche, perché no, una gamba di centro democratico, che faccia un patto per mandare avanti le operazioni”, prosegue. “Binetti al ministero della famiglia non è una ipotesi immaginabile. Cosa c’entra con LeU e Articolo 1, ci si chiede. E allora che c’entra Renzi? Se guardiamo in faccia la realtà vediamo che Italia Viva nasce da una operazione che non si è presentata agli elettori, come sarebbe questa cosa fra responsabili e costruttori. Questi ultimi non sono di sinistra? Perché, Italia Viva è di sinistra?”, afferma.

Si parla di responsabili in soccorso dell’esecutivo. “Nessuno disse niente –osserva – , non ho sentito geremiadi, quando improvvisamente si raccolsero una ventina di transfughi, si fece cambiare casacca a tre ministri, entrò in campo una formazione che non solo non si è mai presentata agli elettori, ma che risulta basarsi su uno scarso 3%, e che pretende di dettare il compito, anche con moto aggressivo. Non ho sentito in questi mesi geremiadi su un’operazione che si può definire di transfughi a anche un po’ di arroganti”.