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Trump, ultimo giorno da presidente: grazia per 73 persone   

Donald Trump, con una mossa dell’ultima ora, offre la sospensione per 18 mesi alle espulsioni di venezuelani che si trovano attualmente in modo irregolare in territorio americano, in fuga dalla “crisi umanitaria” di cui è “responsabile il regime di Maduro”. La decisione è stata annunciata nell’ultimo giorno del presidente alla Casa Bianca. Fa ricorso al programma Ded (Deferred Enforced Departure) che consente di ottenere permessi di lavoro. Secondo i media americani le misure potrebbero riguardare circa 200.000 venezuelani negli Usa.

Tra gli esclusi, i venezuelani che hanno deciso di tornare nel loro Paese in modo volontario, chi non è presente in modo continuativo negli Usa, chi è stato condannato per reati gravi. E anche quelle persone la cui “presenza negli Usa” viene considerata “non nell’interesse” degli Stati Uniti o rappresenta un “pericolo per la sicurezza pubblica” o si ritiene possa avere “gravi conseguenze negative” in materia di politica estera.

“Ho stabilito che è nell’interesse della politica estera degli Stati Uniti rinviare l’allontanamento di qualsiasi cittadino del Venezuela o straniero senza cittadinanza che risiedeva abitualmente in Venezuela”, si legge nel testo del memorandum diffuso dalla Casa Bianca. La mossa di Trump viene motivata con il “peggioramento delle condizioni all’interno del Venezuela, che rappresenta una minaccia costante alla sicurezza nazionale per la sicurezza e il benessere del popolo americano”.

L’accusa al “governo dittatoriale di Nicolas Maduro” è di aver “violato regolarmente le libertà sovrane del popolo venezuelano” e di essere “responsabile della peggior crisi umanitaria nell’emisfero occidentale nella storia recente”. “Una crisi economica catastrofica e la mancanza di beni di prima necessità e medicinali hanno costretto – si legge – cinque milioni di venezuelani a lasciare il Paese, spesso in condizioni pericolose”.