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Ecobonus e lavori di casa, guida al risparmio: come funziona   

Risparmiare sui lavori in casa, non solo con superbonus 110% o bonus facciate ma anche con gli ecobonus. La legge di Bilancio 2021, infatti, ricorda La Legge per Tutti, ha confermato l’ecobonus fino al 31 dicembre di quest’anno “con due novità sostanziali: le percentuali dell’agevolazione, che variano dal 50% all’85% a seconda degli interventi, ed i tempi dell’ammortamento, che passano da 5 a 10 anni. Poi, ci sono una serie di regole meno impegnative da seguire rispetto al superbonus: oltre a non avere l’obbligo dei lavori trainanti o di guadagnare due classi energetiche, il beneficio è aperto a tutti”.

“L’ecobonus è una detrazione fiscale compresa tra il 50% e l’85% su alcuni lavori di ristrutturazione che comportano un efficientamento energetico degli immobili. Non prevede un tetto di spesa ma una soglia massima di detrazione” a seconda degli interventi. “Le due aliquote più alte, vale a dire quelle dell’80% e dell’85%, sono dedicate ai lavori sul consolidamento antisismico. Va ricordato, dunque, che interessa soprattutto gli edifici non residenziali, visto che quelli abitativi possono godere del superbonus al 110% – spiega La Legge per Tutti – Le aliquote del 50% o del 65% riguardano le unità immobiliari singole e scenderanno al 36% dal 1° gennaio 2022, salvo proroghe. Per beneficiare dell’ecobonus occorre effettuare i pagamenti con bonifico parlante”.

ECOBONUS AL 50%

Nel dettaglio, beneficiano della detrazione del 50% i lavori per:

impianti con caldaia a condensazione su singole unità immobiliari con efficienza energetica stagionale. Tetto di spesa di 60.000 euro;

installazione di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati a biomasse combustibili. Tetto di spesa: 92.308 euro;

sostituzione di finestre comprensive di infissi. Tetto di spesa: 120.000 euro;

installazione di schermature solari. Tetto di spesa: 120.000 euro.

ECOBONUS AL 65%

Beneficiano della detrazione del 60% i lavori per:

riqualificazione energetica di edifici esistenti. Tetto di spesa: 153.846 euro;

impianti con caldaia a condensazione su singole unità immobiliari con efficienza energetica stagionale contestuale all’installazione di sistemi di termoregolazione evoluti. Tetto di spesa: 46.154 euro;

caldaie a condensazione con efficienza maggiore o uguale al 90% su parti comuni di edifici condominiali o su tutte le unità di cui si compone il singolo condominio. Tetto di spesa: 46.154 euro;

sostituzione, anche parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori d’aria a condensazione. Tetto di spesa: 46.154 euro;

sostituzione, anche parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi. Tetto di spesa: 46.154 euro;

sostituzione di impianti esistenti con micro-cogeneratori. Tetto di spesa: 155.846 euro;

sostituzione, anche parziale, dello scalda acqua tradizionale con uno a pompa di calore. Tetto di spesa: 46.154 euro;

installazione di collettori solari termici. Tetto di spesa: 46.154 euro;

strutture opache verticali e orizzontali. Tetto di spesa: 92.308 euro;

dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione di unità abitative. Tetto di spesa: nessuno.

ECOBONUS AL 70%

Beneficiano della detrazione del 70% i lavori su parti comuni di edifici condominiali con incidenza superiore al 25% dell’involucro. Tetto di spesa: 40.000 euro per unità immobiliare del condominio.

ECOBONUS AL 75%

Beneficiano della detrazione del 75% i lavori su parti comuni degli edifici condominiali che ottengano almeno la qualità media indicata dal decreto del ministero dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2015. Tetto di spesa: 40.000 euro per unità immobiliare del condominio.

Per accedere all’ecobonus, spiega La Legge per tutti, “occorre prima di tutto l’asseverazione fatta e firmata da un tecnico abilitato per dimostrare che l’intervento rispetta i requisiti richiesti. Una stessa asseverazione è valida per più interventi sullo stesso edificio, purché siano elencati singolarmente. L’asseverazione può essere sostituita da una certificazione del produttore in determinati casi”, come per:

la sostituzione di finestre e infissi;

la caldaia a condensazione con potenza non superiore a 100 kW;

le pompe di calore con potenza elettrica assorbita fino a 100 kW;

i dispositivi multimediali.

È anche possibile sostituire l’asseverazione con la dichiarazione del direttore dei lavori.

“Al termine dei lavori (e non anche all’inizio, come per il superbonus) va redatto l’Ape, cioè l’Attestato di prestazione energetica ottenuta. Attenzione, però”, avverte La Legge per Tutti, questo documento non serve per:

sostituzione di finestre e infissi nelle singole unità immobiliari;

installazione di pannelli per l’acqua calda;

sostituzione di impianti di riscaldamento con impianti dotati di caldaie a condensazione oppure dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;

acquisto e posa di schermature solari;

dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti.

Entro 90 giorni dal termine dei lavori, va inviata all’Enea una comunicazione telematica che riporti:

dati identificativi di chi ha sostenuto le spese e dell’edificio in cui sono stati effettuati gli interventi;

tipologia di intervento realizzato;

risparmio energetico conseguito;

costo degli interventi, precisando le spese professionali e l’importo per il calcolo della detrazione.